Orientamento. I settori che daranno lavoro nei prossimi anni per oltre un milione e mezzo tra laureati e diplomati

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Si prevedono nuovi ingressi per 787mila laureati (il 31% del totale) e 837mila diplomati (33%). Nelle prime posizioni della classifica si trovano la sanità-assistenza e i servizi avanzati alle imprese. Seguono l’istruzione, i servizi operativi, le costruzioni, i trasporti e il turismo.

Per la sfida di “Industry 4.0”, ovvero la totale automazione e interconnessione delle produzioni, una ricerca di Assolombarda e Università Milano-Bicocca indica che le figure professionali rilevanti sono riconducibili a tre filoni: professioni inerenti il trattamento e l’analisi delle informazioni (big data, business intelligence); professioni attinenti alla progettazione di applicazioni associate ai nuovi media e ai social network; professioni legate all’automazione dei processi produttivi e logistici.

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Secondo un report di Italia Lavoro, ancora, gli addetti ai white jobs passeranno entro il 2020 dagli attuali 2,5 milioni a 3,1.

Secondo Adapt, il centro studi fondato da Marco Biagi scompariranno mansioni impiegatizie come lo sportellista bancario, il contabile, l’amministrativo generico, la segretaria, il correttore di bozze, ma anche attività manuali come l’operaio generico (quantomeno nei Paesi occidentali), il piccolo artigiano che non lavora sulla qualità, la cassiera, il manutentore; avanzeranno nuovi mestieri come il nanomedico, l’agricoltore 4.0 (capace di governare produzioni agricole automatizzate), il genetista, il consulente per l’invecchiamento attivo, l’esperto di cambiamenti climatici, il personal brander, l’assistente sociale in ambito digitale, l’analista di big data.

In aumento anche le attività di cura e assistenza alla persona: badantato e babysitting professionale, infermieri specializzati nella cura degli anziani, maggiordomi aziendali, nuovi servizi di pulizia ed igiene, addetti alla raccolta differenziata dei rifiuti.

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