“Resto al Sud”, agevolazioni per giovani imprenditori

Resto al Sud, nuovi finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria giovanile. La misura è parte del Decreto Mezzogiorno n. 91/2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 20 giugno. Ecco chi può richiederli e come funzionano.Resto al Sud, nuovi finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria giovanile gestiti da Invitalia: potranno richiederli i giovani di regioni del Mezzogiorno che non hanno mezzi propri per aprire un’attività imprenditoriale.Con il Decreto Mezzogiorno n. 91/2017 vengono introdotte due nuove misure: oltre ai finanziamenti a fondo perduto che saranno gestiti da Invitalia, vengono istituite le ZES, zone economiche speciali in cui sarà più favorevole in termini economici, finanziari e amministrativi aprire nuove imprese e gestire quelle esistenti.

 

Resto al Sud consente ai giovani che intendono avviare un’attività imprenditoriale di beneficiare di un finanziamento di 40.000 euro, di cui una parte verrà erogata da Invitalia come incentivo a fondo perduto e una restante parte potrà essere restituita con condizioni vantaggiose, tra cui l’azzeramento degli interessi.

Sono previste regole precise per poter accedere ai finanziamenti messi a disposizione con il Decreto Mezzogiorno e Resto al Sud sarà accessibile ai giovani che presenteranno domanda ad Invitalia nel rispetto di determinati requisiti.

Come funziona Resto al Sud e chi può richiedere i finanziamenti a fondo perduto Invitalia nel 2017? Di seguito tutte le informazioni utili.

Resto al Sud, finanziamenti a fondo perduto imprenditoria giovanile. Ecco requisiti e regole
Resto al Sud è una misura prevista dal Decreto Mezzogiorno n. 91/2017 introdotta al fine di contribuire allo sviluppo economico del Sud Italia; l’obiettivo – come suggerisce il nome – è quello di aiutare i giovani nello sviluppo di progetti di autoimprenditorialità nelle regioni del Sud, sempre più terra di emigrazione.

Si tratta di finanziamenti a fondo perduto e a tasso agevolato che saranno gestiti da Invitalia e che si rivolgono ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che risiedono in una delle seguenti regioni:

Abruzzo;
Basilicata;
Calabria;
Campania;
Molise;
Puglia;
Sardegna;
Sicilia.

Il requisito di residenza in una delle regioni indicate dovrà essere posseduto al momento di presentazione della domanda; è ammessa anche la possibilità di trasferimento entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito positivo della domanda Invitalia.

Per poter beneficiare dei finanziamenti a fondo perduto introdotti con la misura Resto al Sud bisognerà non aver beneficiato nell’ultimo triennio di altre misure a sostegno dell’imprenditorialità.

Resto al Sud, finanziamenti a fondo perduto imprenditoria giovanile: ecco chi può richiederli
Fermo restando i requisiti sopra elencati, per poter accedere ai finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione con Resto al Sud, il Decreto Mezzogiorno n. 91/2017 prevede che le istanze potranno essere presentate dai soggetti già costituiti o che si costituiscano entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito positivo nelle seguenti forme giuridiche:

impresa individuale;
società (incluse le società cooperative).
Le società possono essere anche composte da soggetti che non rispettino i requisti anagrafici evidenziati in precedenza ma questi non saranno ammessi all’assegnazione della quota di finanziamento.

Per beneficiare dei finanziamenti i soggetti beneficiari dovranno mantenere la residenza nelle regioni indicate per tutta la durata del finanziamento e le imprese e società dovranno altresì mantenervi la propria sede legale e operativa.

Resto al Sud, finanziamenti a fondo perduto imprenditoria giovanile: importo, regole e come funzionano
Chi presenterà domanda Invitalia 2017 per accedere a Resto al Sud potrà beneficiare di un finanziamento fino a 40.000 euro. Per le domande trasmesse da più soggetti costituiti in forma societaria, l’importo massimo sarà di 40.000 euro per ciascuno dei soci, fino all’ammontare massimo di 200.000 euro.

Come funziona Resto al Sud? Il finanziamento concesso ai giovani delle regioni del Mezzogiorno è così strutturato:

35% del contributo erogato a fondo perduto da Invitalia;
65% del contributo erogato come prestito a tasso zero da parte di istituti di credito.
Oltre alla quota di prestito a fondo perduto viene previsto che il 65% del finanziamento dovrà essere restituito entro 8 anni dalla concessione del finanziamento.

Resto al Sud, finanziamenti a fondo perduto imprenditoria giovanile: quali attività si possono aprire?
Il Decreto Mezzogiorno n. 91/2017 fissa nello specifico quali sono le attività di imprenditoria giovanile ammesse a Resto al Sud, ovvero:

attività imprenditoriali di produzione di beni del settore di artigianato e industria;
attività imprenditoriali di fornitura di servizi.
Non possono essere utilizzati i finanziamenti agevolati Invitalia 2017 per attività libero professionali e del commercio, fatta esclusione della vendita di beni prodotti nell’attività d’impresa.

Allo stesso modo non sarà possibile utilizzare la quota di finanziamenti a fondo perduto e finanziamento agevolato per le spese di progettazione, consulenza, erogazione di emolumenti a dipendenti di imprese.

Il personale dell’impresa può essere reclutato anche tramite il programma Garanzia Giovani.

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 91/2017 il Ministero competente dovrà emanare apposito decreto attuativo per dare il via alle domande di finanziamento Invitalia. Saranno ammesse le istanze inviate per progetti di imprenditoria giovanile fino ad esaurimento delle risorse. Si tratta di 1.250 milioni di euro, le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020.

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