Trucchi per impugnare la cartella di Agenzia Entrate Riscossione

Mia Immagine

Quando si intende impugnare la cartella di pagamento di Agenzia delle Entrate Riscossione la prima cosa da fare è prestare attenzione ai termini che sono perentori e non sempre uguali. In particolare, per ricorrere al giudice ci sono 30 giorni quando la cartella di pagamento riguarda multe stradali, 40 quando riguarda contributi Inps e Inail, 60 in tutti gli altri casi. Ma, una volta deciso che si intende procedere con la carta della contestazione, cosa si può scrivere nel ricorso? Come non pagare la cartella esattoriale? O, detto in parole ancora più pratiche, esistono dei trucchi per impugnare la cartella di Agenzia delle Entrate Riscossione?

In verità, esistono sia vizi di forma che di sostanza. Alcuni di questi beccano sempre il centro, in altri casi invece bisogna sperare nell’interpretazione favorevole del giudice. Ecco allora un “manuale di sopravvivenza” contro le odiose richieste di pagamento dell’Agente della riscossione. Si tratta di consigli che, ovviamente, non possono sostituire il parere dell’avvocato al quale sia stato materialmente fatto visionare l’atto, ma quantomeno aiutano a dare un’idea di quelle che sono stati i principali indirizzi dei giudici sino ad oggi.

Mia Immagine

Indice
1 Quanto tempo c’è per impugnare una cartella di Agenzia Entrate Riscossione?
1.1 Cartella di pagamento per multe stradali
1.2 Cartella di pagamento per contributi previdenziali Inps o Inail
1.3 Cartella per tasse o tributi statali o comunali
2 Contestazione sulla notifica della cartella di pagamento
2.1 Contestazioni sulla consegna della cartella
2.2 Contestazione sulla relata di notifica
3 Contestazione sul criterio di calcolo degli interessi
4 Contestazione per mancata motivazione
5 Contestazione della cartella per contenuto insufficiente
6 Contestazione della cartella per timbro e data di consegna non leggibili
Quanto tempo c’è per impugnare una cartella di Agenzia Entrate Riscossione?

Prima però di indicare quali sono i motivi per contestare una cartella di Agenzia Entrate Riscossione dobbiamo chiarire i termini che ci sono per agire davanti al giudice. Con una preliminare precisazione: in caso di presentazione di una richiesta di annullamento o sgravio in autotutela, i termini né si interrompono, né si sospendono. Quindi è bene affilare le armi prima che essi scadano.

La cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione si può contestare entro termini differenti a seconda sia del motivo per cui si intende impugnarle, sia della natura dell’importo che l’Agente della riscossione chiede in pagamento. Ecco una rapida scheda:

Cartella di pagamento per multe stradali

30 giorni: l’impugnazione si propone davanti al Giudice di Pace del luogo della violazione;
20 giorni se è iniziato il pignoramento e se il vizio riguarda un elemento formale della cartella (ad esempio, mancanza di firma della cartella, mancanza delle indicazioni del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo o di compilazione della cartella ecc.); in tal caso la procedura si attiva davanti al Tribunale ordinario quale Giudice dell’esecuzione;
senza limiti di tempo se viene sollevata l’eccezione di prescrizione del credito.
Cartella di pagamento per contributi previdenziali Inps o Inail

40 giorni: davanti al Tribunale del lavoro (del luogo di residenza del contribuente) se il motivo di impugnazione si riferisce a vizi relativi al ruolo (tipico vizio è l’iscrizione a ruolo dell’importo al di là dei termini di decadenza previsti dalla legge);
20 giorni: davanti al Tribunale del Lavoro se si eccepiscono vizi formali relativi alla cartella;
senza limiti di tempo se viene sollevata l’eccezione di prescrizione del credito.
Cartella per tasse o tributi statali o comunali

60 giorni di tempo davanti alla Commissione tributaria provinciale del luogo in cui ha sede l’Ente creditore. La competenza della CTP vale anche se è iniziata l’esecuzione forzata;
60 giorni di tempo in caso di difetto di notifica della cartella, a decorrere dalla data in cui è stato richiesto l’estratto di ruolo e da esso ci si è accorti che esiste un debito nei propri confronti.
Contestazione sulla notifica della cartella di pagamento

Contestazioni sulla consegna della cartella

Il primo trucco per contestare la cartella di pagamento dell’Agenzia entrate Riscossione è quello relativo alla notifica della cartella stessa. Molto spesso ci si accorge del proprio debito solo perché si riceve un pignoramento, una intimazione di pagamento o un preavviso di fermo o di ipoteca. In tal caso si può sempre contestare la mancata notifica dell’atto presupposto, ossia della cartella stessa. Non importa che i termini siano decorsi, visto che alcuna notifica è mai avvenuta. Secondo però la recente interpretazione della Cassazione, se il contribuente viene a sapere di un debito con Agenzia Entrate Riscossione per via di un estratto di ruolo chiesto allo sportello, il termine per proporre impugnazione inizia a decorrere dalla consegna dello stesso.

In ogni caso, per contestare la notifica è bene sapere che:

la cartella deve essere consegnata direttamente nelle tue mani o, in caso di tua assenza, in quelle di un familiare convivente (purché con più di 14 anni) o di una persona addetta alle pulizie o, se questi mancano o rifiutano, in quelle del portiere. Il postino o il messo notificatore deve rispettare questa sorta di “ordine gerarchico” ed è tenuto altresì a far menzione, nella relata di notifica, posta alla fine della cartella, di aver proceduto a tali tentativi secondo questa scaletta;
se non sei a casa, la cartella viene depositata al Comune o (in caso di notifica tramite postino) alle Poste. Ma di ciò ti deve essere data notizia con un avviso immesso nella cassetta delle lettere il giorno stesso della tentata notifica e con una seconda raccomandata in cui ti si comunica della possibilità di ritirare la cartella presso l’ufficio della Casa comunale o delle Poste. Se queste formalità non vengono rispettate la notificazione della cartella è nulla. Pertanto, se nella tua cassetta della posta non vi è mai stato un avviso di giacenza per una raccomandata mai ritirata, puoi chiedere un estratto di ruolo e una istanza di “accesso agli atti”, presso gli uffici di Agenzia Entrate Riscossione, per verificare che tale procedura sia stata correttamente eseguita.
la cartella di pagamento deve essere sempre notifica a mezzo di Poste Italiane e non di corrieri o servizi postali privati, diversamente è inesistente;
la notifica non può essere consegnata a un portiere che, in realtà, svolge tali funzioni, ma non è regolarmente assunto;
la notifica non può essere consegnata a un vicino di casa.
Salvo il caso della notifica a mezzo di soggetti diversi da Poste Italiane (nel qual caso non è possibile sanare la nullità), negli altri casi l’eventuale ricorso per «difetto di notifica» costituisce una tacita ammissione di ricevimento dell’atto e, quindi, implica una sanatoria del vizio. Pertanto è sempre meglio far finta di non aver ricevuto alcunché ed, eventualmente, riservarsi di agire qualora Agenzia Entrate Riscossione proceda con un successivo atto (pignoramento, ipoteca o fermo).

Contestazione sulla relata di notifica

Fai attenzione a dove il postino ha scritto la relata di notifica. Essa infatti deve essere apposta alla fine della cartella e mai sul frontespizio dell’atto. Se così, infatti, non fosse, la notifica sarebbe nulla. Per un approfondimento sul tema leggi l’articolo: “Nulla la notifica di Equitalia se la relata è sul frontespizio e non in calce”.

Contestazione sul criterio di calcolo degli interessi

La cartella di pagamento non può mai indicare la somma da pagare senza specificare la ragione (ossia il tributo, la sanzione, ecc.) e diversificare la sorte capitale dagli interessi scattati e applicati dopo la richiesta di pagamento. Diversamente è nulla. Leggi Cartella di pagamento nulla senza calcolo degli interessi.

Contestazione per mancata motivazione

Altro motivo per contestare la cartella di pagamento dell’Agenzia Entrate Riscossione è l’eventuale assenza della motivazione. Secondo la Cassazione, infatti, la cartella deve contenere indicazioni sufficienti a consentire al contribuente di identificare in maniera agevole la causale delle somme pretese dall’amministrazione finanziaria.

Contestazione della cartella per contenuto insufficiente

Oltre alla causale, la cartella deve contenere alcuni elementi senza i quali sarebbe nulla:

l’intimazione al pagamento della cifra risultante dal ruolo entro il termine di 60 giorni dalla notifica, con l’avvertimento che, in difetto, si procederà a esecuzione forzata;
l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo;
il numero identificativo della cartella;
l’ente titolare del credito per il quale Equitalia sta agendo (per es. Inps, Comune, Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, ecc.);
la specie del ruolo;
generalità del debitore (per es. codice fiscale, dati anagrafici, ecc.);
l’anno o il periodo di riferimento del credito;
l’importo di ogni articolo di ruolo;
il totale degli importi iscritti a ruolo;
il numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso, l’importo e la cadenza di ciascuna di esse;
l’indicazione sintetica degli elementi sulla base dei quali è stata fatta l’iscrizione a ruolo: si tratta, cioè, dell’indicazione dei presupposti e delle motivazioni che hanno determinato la decisione dell’amministrazione;
qualora l’iscrizione a ruolo sia conseguente a un atto notificato in precedenza, devono essere indicati gli estremi di tale atto e la relativa data di notifica oppure l’atto stesso va allegato;
l’avviso che, in caso di mancato pagamento, l’agente della riscossione potrà procedere ad acquisire, in via stragiudiziale, i dati relativi a eventuali crediti vantati dallo stesso debitore nei confronti di terzi, al fine dello svolgimento di eventuali azioni di espropriazione;
l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo, nonché di quello di emissione e notifica della cartella stessa.
Attenzione: la firma autografa del dirigente non è considerata più necessaria. Basta l’intestazione.

È altresì nulla la cartella se non indica termini e modalità entro cui fare ricorso, ossia rivolgersi a un giudice per poter chiedere l’annullamento dell’atto qualora sia invalido.

Per un approfondimento leggi l’articolo “Se la cartella di Equitalia non indica i termini o le modalità per presentare ricorso”.

Contestazione della cartella per timbro e data di consegna non leggibili

Poiché la data di notifica costituisce elemento essenziale della cartella di Equitalia – e non può essere integrata con altri elementi – la sua mancata indicazione rende nulla la notifica. Tale sarà l’effetto, pertanto, se il timbro con la data di consegna non si legge bene sul documento.

Fonte: www.laleggepertutti.it

Mia Immagine

Mia Immagine