Quando la rata del mutuo la paga il datore di lavoro

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Tra i benefit aziendali erogati dall’azienda ai propri dipendenti può esserci il rimborso della rata del mutuo o il compenso alla baby sitter. Un sogno? Al contrario: si tratta di una realtà già attuata da realtà come Vodafone. Da quest’anno, il colosso delle telecomunicazioni riconosce ai propri dipendenti, oltre ai tradizionali benefits (si pensi al fondo di sanità e alla maternità facoltativa retribuita al 100%), il premio di risultato annuale. La legge prevede che tale premio possa essere convertito, in tutto o solo in parte, in beni e servizi su misura per i lavoratori, fino a massimo 3mila euro e senza alcuna tassazione. In forza di ciò, i dipendenti possono scegliere per misure come il pagamento della rata del mutuo o della baby sitter.

Si chiama welfare aziendale e la nostra normativa tende ad incentivarne l’erogazione tramite la detassazione. Con questo termine si intendono prestazioni, opere e servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese aventi rilevanza sociale (servizi, somme o prestazioni per la fruizione da parte dei familiari dei dipendenti di servizi educativi e di istruzione, o servizi di assistenza destinati a familiari anziani o non autosufficienti). Tali benefit sono esclusi dal reddito di lavoro dipendente e, pertanto, l’eventuale scelta del dipendente di convertire i premi di risultato agevolati nei benefit compresi nel welfare aziendale consente di detassare completamente il valore dei benefit, non più soggetto neanche all’imposta sostitutiva. Inoltre, dal 1° gennaio 2016, sono state introdotte misure fiscali agevolative per le retribuzioni premiali, anche in collegamento con la partecipazione dei dipendenti all’organizzazione del lavoro, nonché per lo sviluppo del welfare aziendale, che si sostanziano nell’attribuzione di opere e servizi.

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Dunque, se metà dello stipendio se ne va in mutuo e baby sitter, per poter arrivare a fine mese l’unico modo sarebbe trovare chi li paga per conto tuo. E la scelta del welfare aziendale si presenta come la soluzione ideale. Nel caso di Vodafone, l’azienda ha deciso di rimborsare le rate del mutuo. Come pure il servizio di baby sitter, le rette scolastiche (dall’asilo all’università), i campus estivi, il fondo pensione, l’assistenza anziani.

Fanno parte del welfare aziendale anche benefit più tradizionali tra cui il fondo sanitario integrativo a sostegno delle spese mediche e odontoiatriche sostenute dal dipendente. C’è poi la maternità a stipendio pieno per 9 mesi e mezzo grazie all’integrazione al 100% della retribuzione del congedo facoltativo, al quale si aggiungono i 4 mesi e mezzo previsti dalla legge; l’assicurazione vita e la copertura infortuni sia professionali che extraprofessionali.

L’AUTORE: RedazioneL’AUTORE:

RedazioneFonte: www.laleggepertutti.it

 

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