Caratteristiche e considerazioni generali della domanda giudiziale

La domanda giudiziale è l’atto (solitamente un atto di citazione) con cui un soggetto
(attore) chiede al giudice il riconoscimento di un determinato diritto, in relazione al quale è
sorta una controversia.
In genere la domanda giudiziale viene proposta contro un soggetto (convenuto) che
l’attore ritiene detenga il diritto ingiustamente.
Gli artt. 2690 e 2691 c.c. elencano le domande giudiziali, relative a beni mobili registrati,
che possono essere oggetto di trascrizione nei pubblici registri. L’elenco sostanzialmente
coincide con quello previsto agli artt. 2652 e 2653 c.c. per i beni immobili ad eccezione di
quelle casistiche che sono legate alla natura immobiliare del bene.
Il codice civile stabilisce innanzitutto che le domande giudiziali suscettibili di trascrizione
sono quelle che hanno ad oggetto i diritti previsti all’art. 2684 c.c., ovvero il diritto di
proprietà o il diritto di usufrutto o uso.
In particolare, nell’ambito dell’elencazione contenuta negli artt. 2690 e 2691 c.c. possiamo
citare a titolo esemplificativo la trascrizione della domanda giudiziale diretta:
– ad accertare i contratti che trasferiscono la proprietà o costituiscono/modificano il diritto
di usufrutto o di uso;
– a far dichiarare la nullità o a far pronunciare l’annullamento di atti trascritti o a impugnare
la validità della trascrizione;
– a contestare il fondamento di un acquisto a causa di morte.

 

 

La trascrizione della domanda giudiziale, non modifica la situazione giuridica del veicolo
ma ha l’effetto di prenotazione del diritto a favore dell’attore.
Qualora il giudice accolga la domanda giudiziale proposta e riconosca con sentenza
l’esistenza del diritto rivendicato a favore della parte attrice, tale diritto prevarrà sulle
trascrizioni e iscrizioni effettuate successivamente all’annotazione della domanda
giudiziale.
Pertanto, gli effetti della trascrizione della sentenza con la quale è stata accolta la
domanda giudiziale a suo tempo trascritta, retroagiranno a partire dalla data di trascrizione
della domanda giudiziale.
Può essere trascritta anche la domanda giudiziale avente ad oggetto un veicolo di cui il
soggetto convenuto in giudizio non risulta intestatario al PRA, purché la domanda venga
notificata anche all’intestatario del veicolo.
Non può essere assimilata alla domanda giudiziale e, quindi costituire titolo per la relativa
annotazione al PRA, la denuncia–querela.
Infatti la denuncia-querela attiene a un procedimento di natura penale e non civile e, come
tale estraneo alla pubblicità del PRA, tanto che il codice civile non prevede tale titolo tra gli
atti trascrivibili mentre prevede espressamente la trascrizione della domanda giudiziale.
La cancellazione della domanda giudiziale
L’art. 2668 c.c. prevede la possibilità di cancellare la domanda giudiziale trascritta sulla
base di un atto di consenso delle parti o di una sentenza passata in giudicato.
Può, dunque, costituire titolo per procedere alla cancellazione al PRA della domanda
giudiziale:
a) l’atto di consenso delle parti: tale atto deve essere reso nelle forme previste dall’art.
2657 c.c., cioè mediante scrittura privata autenticata dal notaio o atto pubblico e deve
essere sottoscritto dalla parte che ha promosso l’azione giudiziaria; non si ritiene che
possa, ad esempio, sottoscrivere l’atto il difensore della parte a meno che la parte non gli
abbia conferito espresso mandato di agire in sua rappresentanza per il compimento di tale
atto.
b) sentenza passata in giudicato: l’art. 2668 comma 2 prevede che la cancellazione deve
essere ordinata quando, con sentenza passata in giudicato, venga rigettata la domanda o
nel caso in cui il processo si sia estinto per rinunzia o inattività delle parti.
La giurisprudenza della Cassazione ha ritenuto, inoltre, che la domanda giudiziale può
essere cancellata anche nel caso in cui il giudice non abbia espressamente previsto nel
testo della sentenza l’ordine alla cancellazione della domanda ma esso sia implicito nel
dispositivo della sentenza che rigetta la domanda giudiziale stessa.
E’ da evidenziare infine che l’art. 62 della L. n. 69/2009 ha introdotto l’art. 2668bis nel
quale è stabilito che gli effetti della trascrizione della domanda giudiziale cessano dopo
vent’anni, fatta salva la possibilità di rinnovare la trascrizione prima della scadenza del
termine.
Pur essendo una norma applicabile anche alla trascrizione dei beni mobili registrati, di
fatto trova la sua applicazione in prevalenza per i beni immobili.
La trascrizione della domanda giudiziale ormai scaduta per il decorso del termine
ventennale, anche se inefficace nei confronti dei terzi, non si cancella automaticamente
con il decorso del termine ma presuppone l’esecuzione di una formalità di cancellazione
con le modalità previste dall’art. 2668 c.c..
Modalità di trascrizione – Documentazione da presentare
Titolo
Per la trascrizione: atto di citazione presentato in copia conforme all’originale con gli
estremi del deposito in cancelleria e la relata di notifica alla controparte.
La copia conforme è esente da imposta di bollo nei casi previsti dall’art. 18 DPR n.
115/2002 ( T.U. sulle spese di giustizia).
Per la cancellazione: atto di consenso sottoscritto dalle parti nella forma della scrittura
privata autenticata dal notaio, atto pubblico notarile o sentenza passata in giudicato in
copia conforme all’originale. La copia conforme è esente da imposta di bollo nei casi
previsti dall’art. 18 DPR n. 115/2002 ( T.U. sulle spese di giustizia).