Casa e anziani: come sfruttare gli immobili di proprietà per arrotondare?

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“In Italia 1 milione e mezzo di famiglie di anziani hanno un reddito basso ma posseggono una casa di valore medio-alto” . Questo quanto emerge dallo studio dell’Osservatorio della Fondazione Cariplo “House rich Cash poor” presentato oggi a Milano nell’ambito di un convegno cui hanno partecipato il presidente dell’ente Giuseppe Guzzetti e responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese.

 

 

Al centro dell’analisi c’è una domanda: come rendere liquida la ricchezza rappresentata dalla casa di abitazione e progettare per tempo delle soluzioni per sostenere i tanti anziani, con redditi bassi ma che posseggono una casa, a fronteggiare i costi connessi all’assistenza, sempre più in aumento. Partendo dal principale dato che è emerso dallo studio: il 21% delle famiglie di anziani che abitano in casa di proprietà ha risparmio basso o nullo ma più di un terzo di questi nuclei vive in una abitazione dal valore superiore ai 200mila euro.

“Abbiamo il dovere di pensare al futuro degli anziani e delle loro famiglie, su come conciliare, anche attraverso nuovi strumenti finanziari, l’utilizzo degli immobili in funzione della vita quotidiana degli anziani – ha affermato Guzzetti – dobbiamo saper anticipare i bisogni e conoscere i trend demografici nei prossimi anni ci consente di prepararci per tempo”.

In base a quanto emerso, uno strumento importante per rendere liquida il patrimonio immobiliare è il prestito vitalizio ipotecario, una forma di finanziamento riservata agli over 60 proprietari di un immobile che permette di ottenere un prestito ipotecando l’immobile. “Intesa Sanpaolo – ha spiegato Barrese – è stata una delle prime banche a concepire il prestito ipotecario vitalizio che mette a disposizione degli over 60 un importante strumento di finanza famigliare e solidarietà intergenerazionale, una soluzione che prevede il coinvolgimento dell’intera famiglia per il suo benessere e per una migliore qualità della vita grazie a una rendita derivante dalla propria casa, di cui si mantiene la proprietà. Una innovazione – ha concluso – con caratteristiche di finanza etica che supera la cessione degli immobili in nuda proprietà, a tutela degli equilibri famigliari e della serenità, anche economica degli anziani”. A oggi per quanto riguarda questa tipologia di finanziamenti, il gruppo Intesa ha erogato 30 milioni di euro per un totale di 200 contratti, con un taglio medio di 150mia euro.

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