Alimenti, il mercato dei prodotti contraffatti vale 15 miliardi di euro l’anno

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Il prodotto più contraffatto? L’olio d’oliva, spesso realizzato usando una mistura di olio di colza, foglie di spinaci e spezie; segue il pesce surgelato impanato, la frutta secca macinata, la mozzarella, perfino i biscotti possono essere contraffatti. Una ‘triste’ top five del food fake italiano. I consumatori tedeschi o nordeuropei sono più facilmente ingannati con prodotti quali la mozzarella, l’aceto balsamico o il prosciutto di Parma, dei quali non conoscono bene il vero sapore, ma che comprano con fiducia perché sono italiani. Sugli scaffali dei negozi, in tutta Europa, possono arrivare così prodotti dalla qualità scadente: non hanno nulla a che vedere con il vero cibo Made in Italy e mettono a repentaglio la salute dei consumatori, alterando la libera concorrenza e danneggiando i tantissimi imprenditori onesti. E anche in Italia spesso ci facciamo ingannare dalla provenienza o dal costo basso che attira i consumatori come sirene nonostante bisogna sapere, da cittadini consapevoli che il prezzo super basso come minimo significa che il produttore (e tutta la filiera) è stato sottopagato. Il giro d’affari che ruota intorno alla contraffazione del cibo Made in Italy è in crescita sia sul mercato italiano sia su quello internazionale; solo in Italia il giro d’affari ammonta a 15 miliardi di euro l’anno e le organizzazioni criminali italiane presidiano questo settore redditizio con le stesse modalità con le quali si spaccia la droga: investono in imprese agroalimentari che usano materie prime di dubbia origine, non rispettano le norme igienico-sanitarie, pagano miseramente i propri dipendenti e forniscono dati falsi in etichetta. Se la lotta alle contraffazioni è un impegno preciso dell’unità investigativa del Dipartimento sulla tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, anche a livello europeo c’è l’ufficio di polizia preposto. Con Giulio Rubino, giornalista esperto di criminalità organizzata, entrambe le istituzioni hanno dato contributo a Cibo Nostro: La mafia nel piatto(16 luglio alle 21.50 in esclusiva su History (canale 407 di Sky) una nuova inchiesta sull’attualità targata History Now che abbiamo visto in anteprima). Aiutano a spiegare il tema Luca Veglia, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e Chris Vansteenkiste della Europol, l’ufficio di polizia europeo che da 20 anni coordina la lotta alla criminalità organizzata in Europa e che dal 2011 coordina l’operazione Opson, finalizzata proprio alla lotta alle frodi alimentari non solo attraverso i test sui campioni, ma anche un sistema dei controlli dell’andamento dei prezzi e del loro andamento sul mercato: l’early warning system. Nel maggio 2017 Opson VI si e’ conclusa con 10 mila tonnellate di alimenti contraffatti, oltre 26 milioni di alcool adulterato un totale di 13 milioni di pezzi. Ecco il report delle attività del 2017 del ministero delle politiche agricole. Nel 2017 è proseguito il trend di crescita per il made in Italy agroalimentare e ICQRF (ICQRF – Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) ha dato un contributo significativo per consolidare la reputazione della qualità dei prodotti italiani, in funzione dell’obiettivo governativo di raggiungere entro il 2020 i 50 miliardi di euro di export agroalimentare. Con oltre 53mila controlli svolti ICQRF si è confermato anche nel 2017 il punto di riferimento dei controlli sul food a livello italiano e internazionale. Il Report contiene il dettaglio dell’attività svolta contro frodi, usurpazioni, fenomeni di Italian sounding e contraffazioni a danno del made in Italy di qualità e dei consumatori, nonché nel contrasto alla criminalità agroalimentare. Nell’anno 2017 ICQRF ha eseguito 53.733 controlli, di cui 40.857 controlli ispettivi e 12.876 analitici. Gli operatori verificati sono stati oltre 25.000 e i prodotti controllati oltre 57.000. Le irregolarità rilevate hanno riguardato il 26,8% degli operatori, il 15,7% dei prodotti e il 7,8% dei campioni. Sono state inoltrate all’Autorità Giudiziaria 455 notizie di reato e sono state elevate 3.715 contestazioni amministrative. Gli Ispettori dell’ICQRF hanno qualifica di Ufficiali di Polizia Giudiziaria e anche nel 2017 hanno portato a termine, su delega della Magistratura, importanti azioni a contrasto della criminalità agroalimentare. Oltre 22.000 tonnellate di prodotti sequestrati per un valore complessivo dei sequestri di oltre 103 milioni di euro pongono ICQRF ai vertici degli organismi europei di Polizia giudiziaria nel settore agroalimentare. I controlli hanno riguardato tutta la filiera agroalimentare: dei 53.733 controlli, l’88% ha riguardato i prodotti alimentari e il 12% i mezzi tecnici per l’agricoltura (mangimi, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari). Con riferimento ai settori agricoli, 17.527 controlli hanno interessato il settore vitivinicolo, 7.843 l’oleario, 5.086 il settore della carne, 4.977 il lattiero caseario, 2.708 l’ortofrutta, 2.406 i cereali e derivati, 1.971 le conserve vegetali, 733 le sostanze zuccherine, 793 miele, 613 bevande spiritose 518 uova, e 1.967 altri settori. I controlli ispettivi e analitici sui mezzi tecnici in agricoltura sono stati nel complesso 6.591. In settori quali vino e olio d’oliva ICQRF svolge il maggior numero di controlli antifrode al mondo. Come Autorità di controllo, l’ICQRF nel corso del 2017 ha direttamente elevato 3.715 contestazioni amministrative per violazioni alle norme in materia di produzione e commercializzazione di prodotti agroalimentari. Ad esse si aggiungono 3.131 diffide emesse nei confronti degli operatori in attuazione del cosiddetto Decreto “Campolibero”. Come Autorità sanzionatoria – la legge attribuisce questa funzione all’ICQRF per numerose violazioni nell’agroalimentare, anche contestate da altre Autorità di controllo – nel 2017 ICQRF ha emesso 1.939 ordinanze-ingiunzioni di pagamento per un importo di circa 10,5 milioni di euro. A livello internazionale e sul web l’attività ICQRF di tutela del made in Italy agroalimentare ha raggiunto risultati rilevanti: l’esperienza nei controlli ex officio e sul web è una best practise europea sia per la Commissione europea che per EUIPO. In attuazione del reg. UE 1151/12, ICQRF, Autorità ex officio per i prodotti DOP/IGP e Organismo di contatto in sede UE per l’Italia nel settore vitivinicolo, ha operato 2.202 interventi all’estero e sul web. Sul web, in particolare, ICQRF ha consolidato nel 2017 la cooperazione con Alibaba ed Ebay ed ha ottenuto risultati di rilievo anche su Amazon: gli interventi 2017 a tutela delle produzioni italiane sui tre web market places sono stati 295, con il 98% di successi. Il contrasto alla criminalità agroalimentare Il 2017 è stato un anno molto impegnativo per l’ICQRF che, sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria competente, ha condotto numerose attività a tutela dei consumatori e della leale concorrenza. Le molteplici azioni di contrasto alla criminalità agroalimentare sono state realizzate dagli Uffici territoriali e da una specifica Unità Investigativa Centrale. Di fondamentale importanza è stato il supporto specialistico dei Laboratori di analisi ICQRF. Le più rilevanti operazioni ICQRF di Polizia Giudiziaria del 2017 hanno riguardato i settori prodotti carnei a DOP e lattiero caseario.

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