Danno parentale: va provata la consistenza della relazione affettiva con la vittima

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In caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale proposta iure proprio dai congiunti della vittima di un illecito ai sensi dell’art. 2059 c.c., questi ultimi devono provare l’effettività e la consistenza della relazione affettiva, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di sussistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno o dalla nuora o dal genero. A confermarlo è la Cassazione con sentenza 10 luglio 2018, n. 18069….
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