Riqualificazione del Mercato delle Erbe, i Cinque Stelle: «La città si mobiliti per fermare lo scempio»

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Il Mercato delle Erbe di corso Mazzini

 

Scempio dell’edificio storico dietro la facciata della riqualificazione. È l’accusa che lancia il gruppo consiliare dei 5 Stelle a pochi giorni dalla discussione in Consiglio comunale, fissato per martedì 18 settembre, per l’approvazione definitiva della variante parziale al Prg per la riqualificazione con cambio d’uso del Mercato delle Erbe di Ancona. Ed i grillini lanciano l’appello a cittadini ed associazioni – in una lettera aperta inviata anche al ministero dei Beni Culturali – affinché si mobilitino martedì per presidiare Palazzo degli Anziani e stoppare l’atto. «Dietro la scusa della riqualificazione, quello che la Giunta Mancinelli vuole autorizzare è lo scempio del Mercato delle Erbe, solo per l’esigenza di fare cassa il più possibile − scrivono in una nota i consiglieri 5 Stelle −. Si autorizza infatti un aumento della superficie utile lorda, pensato come ampliamento del balcone del piano primo, del 25% di quella esistente, pari a ben 543 metri quadrati in più. Ma la Giunta Mancinelli ha sbagliato i conti, o sta facendo finta di non vedere, perché quell’aumento porta alla quasi completa chiusura del piano primo non lasciando che un affaccio dalla balconata. Se, infatti, alla superficie attuale del piano primo, pari a 622 metri quadrati aggiungiamo il previsto aumento di 543 mq., lo spazio aperto si ridurrebbe di oltre l’80%; in pratica rimarrebbe un affaccio su un atrio di appena 11,5 x 10 metri circa, alto 14,5 metri, che stravolgerebbe l’aspetto estetico e spaziale dell’intero volume interno». A questo, aggiunge il Movimento, con l’approvazione della variante la tipologia dell’intervento sarebbe declassata, passando da “Restauro” a “Ristrutturazione edilizia”. «Si tratta di un declassamento di ben due categorie − sottolineano dai 5 Stelle − non più “Restauro” – categoria CPI 1, richiesto normalmente per edifici vincolati dal Codice dei Beni Culturali, come il Mercato è, ma neanche “Risanamento conservativo” – categoria CPI 2, previsto “per edifici che, pur non presentando particolari pregi architettonici ed artistici, costituiscono parte integrante del patrimonio edilizio”, quindi solo “Ristrutturazione edilizia con vincolo parziale di integrità della facciata” – categoria CPI 3, che mantiene la sola salvaguardia delle pareti esterne, mentre permette il completo stravolgimento dello spazio interno». Il Mercato delle Erbe di Ancona, ricorda il gruppo consiliare, venne costruito negli anni Venti del secolo scorso dagli operai del cantiere navale, utilizzando in parte il ferro delle navi austriache cedute all’Italia in risarcimento dei danni della prima Guerra Mondiale, è in pregevole stile Liberty di indubbio valore artistico e architettonico e inoltre nel sottosuolo sono stati rinvenuti numerosi mosaici di epoca romana. Per questi motivi l’edificio e il sottosuolo sono vincolati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

E non finisce qui per i grillini. «Non si considera neanche che il corposo ampliamento necessita di fondazioni non certo modeste, con scavi su un terreno anch’esso vincolato dalla Soprintendenza Archeologica per “rischio archeologico”, in quanto in corrispondenza dell’antica città greco-romana e medievale, con ulteriore distruzione, questa volta di reperti archeologici. Né viene considerato che ulteriori 543 metri quadrati di locali commerciali acuirebbero le già gravi criticità del centro storico: carenza di parcheggi, problemi di carico e scarico e accesso dei mezzi di soccorso per la gestione delle emergenze. È doveroso che il Mercato delle Erbe venga restaurato e riqualificato, al fine di divenire anche un centro di aggregazione socio-culturale, nel contempo valorizzando ed evidenziando le peculiarità storico-artistiche dell’edificio, ma non stravolgendolo e degradandolo ad ennesimo centro commerciale. Si fa quindi appello a tutti i cittadini e a tutte le associazioni che hanno a cuore la bellezza e la storia di Ancona, affinché intervengano in Consiglio comunale per bloccare l’ennesimo scempio che sta per essere autorizzato martedì 18 settembre dalle ore 14,30. Non permettiamo che per pochi denari sia svenduta la bellezza e la storia di Ancona».

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