Al via la “rottamazione ter” delle cartelle. Vale anche per chi non è in regola con la precedente. Già presentate oltre 260mila domande. Ecco come fare

 

Definizione agevolata delle cartelle diventa per tutti, anche per chi non è in regola con i pagamenti della “rottamazione bis”.
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del Decreto semplificazioni che apre le porte della “rottamazione ter” anche ai contribuenti che non avevano pagato, entro luglio, settembre e ottobre, le rate in scadenza lo scorso 7 dicembre.
Agenzia delle entrate-Riscossione ha adeguato alle novità normative i modelli di adesione che già da oggi sono disponibili sul sito internet e agli sportelli.

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Per i debiti relativi alla “rottamazione bis” è possibile suddividere il dovuto in 10 rate consecutive di pari importo con scadenza 31 luglio e 30 novembre 2019, e poi febbraio, maggio, luglio e novembre degli anni 2020 e 2021 (la rottamazione ordinaria prevede 18 rate e termina nel 2023).
Resta sempre la possibilità di versare le somme dovute a titolo di definizione agevolata in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019.

Il Decreto semplificazioni introduce delle novità anche per chi è interessato al “saldo e stralcio”, ossia la definizione agevolata dei debiti a favore delle persone fisiche che si trovano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica. Nel caso di inammissibilità della domanda per il “saldo e stralcio”, le cartelle non in regola con i pagamenti del 7 dicembre, vengono automaticamente ricondotte nell’ambito della “rottamazione ter” con ripartizione del debito in 9 rate.
Un’ulteriore novità riguarda l’allineamento delle scadenze della definizione agevolata 2018 per le risorse Ue e per l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione a quelle della “rottamazione ter” (18 rate in 5 anni).

Dopo tre mesi dalla partenza, la “rottamazione ter” delle cartelle ha già totalizzato oltre 260 mila domande di adesione, con un incremento di circa il 20% rispetto alle richieste di “rottamazione bis” presentate l’anno scorso nel medesimo arco temporale di riferimento.
Il dato, aggiornato al 7 febbraio 2019, si riferisce alle richieste di definizione agevolata presentate a partire dallo scorso 6 novembre quando Agenzia Riscossione ha pubblicato i modelli per fare domanda.