La nuova legge sul sovraindebitamento prevede ora un meccanismo di cancellazione dei debiti anche senza pagamento dei creditori. Potrà ottenere l’esdebitazione “a zero incassi” chi non ha nulla da offrire ossia chi non può far fronte ai pagamenti neanche in parte.

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Fino ad oggi era possibile ridurre, anche fino all’80% la propria posizione debitoria inoltrando un’istanza al giudice con il supporto di un professionista denominato “Organismo di composizione della crisi”.

Con la nuova normativa ci si può liberare definitivamente dei debiti da pagare senza uscire dalla tasca un euro a patto che si dimostri, appunto, che non si disponga neanche di questo. E cioè che non si abbia un soldo non potendo, quindi, pagare.

Andando nel dettaglio della nuova legge, essa prevede tre, diversi, procedimenti di estinzione del debito, a seconda che si tratti di debiti di privati, che derivano dall’attività lavorativa esercitata e, infine, tramite la liquidazione dei beni del debitore.

Nel primo caso il passo da compiere è il ricorso al Tribunale assistiti, come avveniva già in passato attraverso il cosiddetto “piano del consumatore”, da un Organismo di Composizione della crisi.

Questa procedura si chiama “ristrutturazione dei debiti del consumatore” e si effettua presentando un’istanza, con apposita documentazione allegata, in cui si delineano le condizioni di nullatenenza economica del ricorrente chiedendo la cancellazione del debito con un pagamento minimo in una sorta di saldo e stralcio. La decisione del giudice è indipendente dalla volontà dei creditori.

In caso di debiti che derivano dall’esercizio dell’attività lavorativa, invece, è necessario il consenso del 60% dei creditori per ottenere la cancellazione debitoria: il cosiddetto “concordato minore”. Terza via, come accennato, la liquidazione dei beni del debitore tramite l’accordo dei creditori, procedimento chiamato “liquidazione controllata del sovraindebitamento”.

I debiti esclusi dal beneficio
A queste tre possibilità possono accedere, una sola volta nella loro vita, i debitori che non possono offrire ai creditori alcuna utilità neppure in prospettiva futura.

Se, tuttavia, nei successivi quattro anni, come dice la legge “sopravvengano utilità rilevanti, che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al dieci per cento” il debitore dovrà onorare i suoi impegni.

I debiti per i quali non si può usufruire di questa ghiotta opportunità sono gli obblighi di mantenimento e alimentari, i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale e le sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti.