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Definizione agevolata delle liti pendenti: costo variabile in base allo stato della controversia al 24 ottobre 2018. Pace fiscale, domanda entro il 31 maggio 2019 per la definizione agevolata delle liti pendenti. Sarà possibile pagare a rate soltanto nel caso di importi maggiori di 1.000 euro.

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Tutti i dettagli nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 18 febbraio.
Per la definizione agevolata delle controversie pendenti la scadenza per fare domanda è fissata al 31 maggio 2019.

È questo il termine ultimo per l’adesione alla pace fiscale delle liti tributarie. Il modulo di domanda e le relative istruzioni sono state pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 18 febbraio 2019.

Tra i dettagli, è previsto che sarà possibile pagare a rate soltanto le controversie il cui valore sia d’importo superiore a 1.000 euro mentre, in tutti gli altri casi, la scadenza per il versamento della somma dovuta è fissata al 31 maggio.

Nel provvedimento, l’Agenzia delle Entrate riepiloga le regole su importi e percentuali da pagare, variabili in base al grado di giudizio. In tutti i casi, per l’accesso alla pace fiscale, è necessario che il ricorso in primo grado sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018 e che, alla data di presentazione della domanda, il processo non si sia concluso con una pronuncia definitiva.

se l’Agenzia delle Entrate è soccombente in primo grado, occorre pagare il 40% (e non più la metà) del valore della lite;
se l’Agenzia delle Entrate è soccombente in secondo grado, occorre pagare il 15% (e non più un quinto) del valore della lite.
Il nuovo comma 2-bis prevede che, in caso di accoglimento parziale del ricorso o di soccombenza ripartita tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate, l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni è dovuto per intero relativamente alla parte di atto confermata dalla pronuncia giurisdizionale e in misura percentualmente ridotta, secondo le disposizioni di cui al comma 2, per la parte di atto annullata.

Il nuovo comma 2-ter, invece, prevede che le controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di Cassazione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, per le quali l’Agenzia risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, possono essere definite con il pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia.

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Pace fiscale, definizione agevolata liti pendenti: domanda entro il 31 maggio 2019
La definizione agevolata delle controversie pendenti rientra tra le misure disciplinate dal Decreto Legge n. 119/2018 che ha introdotto l’ampio progetto della pace fiscale.

Potranno essere definite in modalità agevolata le controversie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio compreso quello in Cassazione ed anche a seguito di rinvio.

Il modulo per fare domanda è stato pubblicato con il provvedimento del 18 febbraio. Bisognerà tenera a mente la scadenza del 31 maggio, termine non solo per l’invio dell’istanza, ma anche per il pagamento dell’importo dovuto o della prima rata. Qualora non vi siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

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