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Superbonus 80% e contributi a fondo perduto: Alberghi, ristoranti e altre strutture ricettive.

Il superbonus alberghi è un credito di imposta dell’80% delle spese sostenute per la realizzazione di interventi di riqualificazione delle strutture.

Il credito d’imposta sarà utilizzabile anche da parte dei ristoranti, dai b&b imprenditoriali e dalle imprese che si occupano di eventi.

A sostegno della filiera turistica – che come ben si sa è di importanza strategica per l’economia del paese – c’è anzitutto il citato superbonus 80% strutture ricettive, ma non solo. Detta previsione compare nella parte iniziale del citato DL, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose“.

Non c’è solo il superbonus 80% alberghi e ristoranti: oltre ad esso, è in gioco altresì un contributo a fondo perduto di massimo 40 mila euro, che può salire alle seguenti condizioni:

+30 mila euro in circostanze di interventi di digitalizzazione;
+20 mila euro se le aziende sono gestite da giovani o da donne;
+10 mila euro per gli interventi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Superbonus 80% turismo: a chi spetta e come fare domanda

In base a quanto riportato nel testo del decreto chiave per l’attuazione del PNRR, i destinatari delle misure di sostegno al turismo sono di fatto i seguenti:

alberghi;
agriturismi;
strutture ricettive all’aria aperta;
ristoranti;
bed & breakfast imprenditoriali;
aziende del settore eventi;
aziende del settore turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, inclusi gli stabilimenti balneari, i centri termali, i porti turistici e i parchi tematici.

Gli interventi agevolati vanno dall’efficientamento energetico all’eliminazione delle barriere architettoniche, dalla riqualificazione antisismica alla realizzazione di piscine termali, dalla digitalizzazione al restauro e ristrutturazione edilizia. Tra le spese ammissibili ci sono quelle per la progettazione.

Il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione, sarà cedibile e non concorrerà alla formazione del reddito.

I contributi a fondo perduto, invece, potranno ammontare fino ad un massimo di 40 mila euro, elevabile di 30 mila euro in caso di interventi di digitalizzazione, di 20 mila euro se le imprese sono gestite da giovani e da donne, e di ulteriori 10 mila euro per gli interventi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I soggetti interessati dovranno presentare domanda in via telematica.

Gli incentivi saranno attribuiti secondo l’ordine cronologico delle domande e previa verifica del rispetto dei requisiti oggettivi e soggettivi. Entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande, il Ministero pubblicherà l’elenco dei beneficiari.

Finanziamenti per il turismo sostenibile

Previsti altresì fondi per il turismo sostenibile e per le imprese più grandi. I primi sono stati inclusi nel più grande “Fondo Ripresa Resilienza Italia”, con una dotazione di 500 mln di euro. La metà di essi saranno rivolti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica nell’ambito turistico.

Come appena accennato, vi è anche spazio per un fondo a favore di strutture di dimensioni maggiori, per gli interventi di:

riqualificazione energetica;
sostenibilità ambientale
e innovazione digitale.
La dotazione è pari a 180 milioni di euro.

Detto fondo avrà la peculiarità di finanziare investimenti di importo tra un minimo di 500mila e un massimo di 10 milioni, compiuti entro fine 2025. Esso coprirà fino al 35% dei costi ammissibili. Attenzione però: il finanziamento del fondo sarà alternativo rispetto al superbonus 80% e fondo perduto, sopra citati. Non stupisce dunque che i destinatari saranno identici a quelli del bonus 80% e del fondo perduto.

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