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Per il triennio 2024 2026, le imprese del Sud che acquisiscono beni strumentali possono beneficiare di un contributo sotto forma di “credito d’imposta ZES unica”.

Questo incentivo, istituito dal Decreto Sud e finanziato dalla Legge di Bilancio 2024, vale per gli acquisti destinati a strutture produttive nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia, ossia Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo.

Con il Decreto agricoltura 2024 il Governo ha anche perfezionato la misura, finanziandola con 250 milioni di euro per l’anno 2024, mentre con il Decreto ministeriale del 17 maggio 2024 è stata disciplinata la misura.

In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo come funziona, a chi spetta e come richiedere il credito d’imposta ZES unica Sud.

 

Prima di procedere spiegando il credito d’imposta ZES, ricordiamo insieme cos’è la ZES.

COME FUNZIONA LA ZONA ZES

La “Zona Economica Speciale” è una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative e di quelle che si insedieranno può beneficiare di speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa.

Per maggiori dettagli sulle novità della ZES unica, vi consigliamo di leggere questo focus. Una delle misure d’incentivazione per la ZES unica SUD è proprio il tax credit istituito dal 2024.

Scopriamo questa misura.

COS’È IL CREDITO D’IMPOSTA ZES UNICA SUD

Il credito d’imposta ZES è un tax credit, ovvero un credito che può essere compensato con i debiti  fiscali e tasse in generale, destinato alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali per le strutture produttive ubicate nelle zone delle Regioni Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise.

Si chiama anche credito d’imposta ZES unica Sud ed è attivo dal 2024 coi limiti economici della normativa europea in materia di aiuti di Stato. Questa misura è parte della revisione della riforma fiscale 2024 e promuove lo sviluppo economico del Mezzogiorno.

L’agevolazione è stata istituita dal Decreto Sud, poi cambiato dalla Legge di Bilancio 2024, ed è disciplinato dal Decreto ministeriale del 17 maggio 2024 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.117 del 21-5-2024, come spieghiamo di seguito.

Non deve essere confusa con il nuovo bonus ZES 2024 introdotto dal Decreto Primo Maggio (anche detto Decreto Coesione). Quest’ultimo non è un tax credit, ma un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale a tempo indeterminato nelle Regioni del Mezzogiorno.

COME FUNZIONA IL CREDITO D’IMPOSTA ZES

Come funziona il credito d’imposta per il Mezzogiorno? L’agevolazione funziona sotto forma di credito d’imposta, al soggetto beneficiario viene riconosciuto, cioè, un credito nei confronti dello Stato che potrà recuperare tramite sconto sulle tasse. I dettagli sul suo funzionamento sono chiariti dal Decreto ministeriale del 17 maggio 2024 e il suo funzionamento è sottoposto al nullaosta della Commissione Europea.

È possibile usare il credito in compensazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale lo stesso è riconosciuto e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

Il credito viene assegnato nel rispetto delle linee guida stabilite nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, e c’è un limite massimo di spesa non superiore ai 100 milioni di euro. Il Decreto Sud 2023, chiarisce anche che:

  • se i beni oggetto dell’agevolazione non vengono utilizzati entro il 2° periodo di imposta successivo a quello dell’acquisizione o del completamento, il credito d’imposta è ricalcolato, escludendo il costo dei beni non utilizzati;

  • se entro il 5° periodo di imposta successivo al loro utilizzo, i beni vengono dismessi, ceduti a terzi, destinati a scopi diversi dall’attività aziendale o destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione, il credito d’imposta è ricalcolato, escludendo il costo di tali beni.

Le stesse disposizioni si applicano ai beni acquisiti tramite locazione finanziaria, anche se non si verifica il riscatto. Vediamo a chi spetta il tax credit ZES istituito dal 2024.

A CHI SPETTA

Il credito d’imposta ZES spetta alle imprese che acquistano beni strumentali per le strutture produttive nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo.

Possono accedere le aziende di tutti i settori, nei limiti di quanto previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), tranne, come previsto dal Decreto ministeriale 17 maggio 2024 i soggetti che:

  • operano in specifici settori individuati nell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo;

  • si trovano in stato di liquidazione o di scioglimento o sono imprese in difficoltà come definite dall’articolo 2 punto 18 del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.

Ai fini dell’individuazione del settore di appartenenza si tiene conto del codice attività, compreso nella tabella ATECO 2024, indicato nel modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nella ZES unica.

COSA FINANZIA

Come previsto dal Decreto Sud e il Decreto ministeriale 17 maggio 2024, sono finanziabili con il credito d’imposta ZES gli “investimenti in un progetto di investimento iniziale”, come definito nei punti 49, 50 e 51 dell’articolo 2 del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione. Questi investimenti, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, riguardano:

  • l’acquisizione, anche attraverso contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono create sul territorio;


  • l’acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.

Tuttavia, il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolato. Il Decreto attuativo, chiarità gli altri dettagli su cosa finanzia il tax credit. Non sono agevolabili i progetti di investimento il cui costo complessivo sia inferiore a 200.000 euro.

Inoltre, con il testo del Decreto Agricoltura 2024 approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2024, il Governo ha stabilito anche che nel settore agricolo questo tax credit non può finanziare interventi al di sotto dei 50.000 euro. Poi, il limite massimo per il settore specifico è stato fissato a 250 milioni di euro. Maggiori dettagli li trovate in questa nota stampa.

Scopriamo ora, a quanto ammonta il credito d’imposta ZES.

A QUANTO AMMONTA IL CREDITO D’IMPOSTA ZES

Il credito d’imposta ZES è determinato nella misura massima per le grandi imprese consentita dalla vigente Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 e, in particolare:

  • 40% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili realizzati nelle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;

  • 30% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle Regioni Basilicata, Molise e Sardegna;

  • rispettivamente nella misura massima del 50% e del 40% per gli investimenti realizzati nei territori individuati ai fini del sostegno del fondo per una transizione giusta nelle Regioni Puglia e Sardegna;

Inoltre:

  • per i progetti di investimento con costi ammissibili non superiori a 50 milioni di euro, i massimali sono aumentati di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti percentuali per le piccole imprese;

  • per i grandi progetti di investimento con costi ammissibili superiori a 50 milioni di euro, le intensità massime di aiuto per le grandi imprese si applicano anche alle piccole-medie imprese.

COME SI CALCOLA

Il tax credit ZES Sud deve essere calcolato in base alla parte del costo totale dei beni menzionati ammissibili che sono stati acquistati o, nel caso di investimenti immobiliari, realizzati tra il 1° gennaio 2024 e il 15 novembre 2024.

Nello specifico:

  • per i progetti di investimento con costi ammissibili superiori a 50 milioni di euro l’importo dell’aiuto deve essere calcolato secondo la metodologia dell’importo di aiuto corretto, di cui all’articolo 2, punto 20, del Regolamento (UE) n. 651/2014;

  • il calcolo è effettuato entro un limite massimo di 100 milioni di euro per ogni progetto di investimento. Il limite è di 250 milioni di euro per il settore agrario, come stabilito nel testo del Decreto Agricoltura;

  • per gli investimenti effettuati tramite contratti di locazione finanziaria, il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni è preso in considerazione, escludendo le spese di manutenzione;

  • non sono ammissibili progetti di investimento con un importo inferiore a 200.000 euro. Nel settore agricolo, il limite minimo è di 50.000 euro, come deciso con il testo del Decreto Agricoltura.

Vediamo insieme, intanto, come richiedere e ottenere il credito d’imposta.

COME RICHIEDERE IL CREDITO D’IMPOSTA ZES

Poiché si tratta di un tax credit, il bonus ZES potrà essere usato solo in compensazione, cioè usando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Per accedere al contributo sotto forma di credito d’imposta, i soggetti interessati devono comunicare all’Agenzia delle Entrate, dal 12 giugno al 12 luglio 2024, l’ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2024 e quelle che prevedono di sostenere fino al 15 novembre 2024.

Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, poi, renderà noto il modello di comunicazione, con le relative istruzioni, e le modalità di trasmissione. E noi, vi aggiorneremo.

QUANDO SCADONO LE DOMANDE TAX CREDIT ZES

Per quanto riguarda le scadenze, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate per l’accesso al tax credit ZES è da presentare dal 12 giugno al 12 luglio 2024.

QUALI SONO LE AGEVOLAZIONI ZONA ZES

Nell’ambito della ZES Unica Sud, sia le aziende già operative che quelle che si insedieranno potranno beneficiare di condizioni vantaggiose per avviare investimenti e pianificare lo sviluppo d’impresa. Oltre alle agevolazioni fiscali come il tax credit, la norma prevede semplificazioni amministrative, come l’accesso a un’autorizzazione unica per avviare le attività.

Ricordiamo che è arrivato anche il bonus ZES 2024 introdotto dal Decreto Primo Maggio (o anche detto Decreto Coesione). Si tratta di un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale a tempo indeterminato nelle Regioni del Mezzogiorno.

LE RISORSE

Il Decreto ministeriale 17 maggio 2024 fissa il limite di spesa per il tax credit ZES per l’anno 2024 a 100 milioni di euro. Per il settore agricolo, il testo del Decreto Agricoltura ha fissato la spesa massima a 250 milioni di euro. Ma, in questo caso è necessario attendere il Decreto attuativo per capire come funzionerà la misura. E noi, vi faremo sapere.

Ricordiamo anche che la Legge di Bilancio 2024 aveva introdotto delle novità sulla ZES unica Sud. La nuova disposizione sostituiva il comma 6 dell’articolo 16 del Decreto Sud, stabilendo il limite di spesa della misura a 1.800 milioni di euro per l’anno 2024.

CASI DI REVOCA TAX CREDIT ZES SUD

La norma che ha istituito l’agevolazione specifica che per ottenere il beneficio le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nelle aree in cui è stato realizzato l’investimento agevolato, situate nelle zone del Mezzogiorno d’Italia, per almeno 5 anni dopo il completamento dell’investimento.

Qualora non venga rispettato questo obbligo, i benefici verranno revocati. Ovviamente, se il credito d’imposta ZES Sud viene utilizzato in altri modi impropri rispetto all’importo, ne viene revocata l’autorizzazione.

Nei casi di revoca deve essere restituito mediante pagamento entro il termine stabilito per il saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo di imposta in cui si verificano le situazioni descritte.

CUMULABILITÀ

Il credito d’imposta ZES Sud viene concesso nel rispetto delle limitazioni e delle condizioni stabilite dal Regolamento (UE) n. 651/2014. Sono aiuti di Stato compatibili con il mercato interno.

Inoltre, il Decreto Sud e il Decreto ministeriale 17 maggio 2024 specifica che il credito d’imposta può essere accumulato con aiuti “de minimis” e con altri aiuti di Stato che riguardano gli stessi costi ammissibili all’agevolazione, a condizione che tale accumulo non superi i limiti massimi di intensità o importo di aiuto stabiliti dalle norme europee applicabili.

RIFERIMENTI NORMATIVI

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Consigliamo la lettura delle nostre guide su bonus sud imprese e su bonus investimenti sud. A vostra disposizione anche l’articolo sull’agevolazione decontribuzione Sud.

Vi invitiamo a leggere anche l’articolo sul bonus nuove assunzioni 2024 e quello su tutti i bonus imprese del 2024.

Poi, vi invitiamo anche a visitare la nostra sezione sulle novità legislative. Ma anche la nostra pagina con tutti gli aiuti alle imprese, gli incentivi, i contributi a fondo perduto.

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di Valeria C.


Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.

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