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Firmato il decreto che sblocca il credito d’imposta per la ZES Unica del Mezzogiorno. La comunicazione degli investimenti effettuati si potrà inviare dal 12 giugno al 12 luglio 2024

Quasi tutto pronto per la trasmissione delle comunicazioni relative agli investimenti effettuati dalle imprese tra il 1° gennaio 2 e il 15 novembre 2024 e che danno diritto al nuovo credito d’imposta la ZES Unica.

Come riportato dal Sole24Ore, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha firmato il decreto che disciplina le modalità di accesso all’agevolazione e mette a disposizione 1,8 miliardi di euro.

Le imprese potranno inviare la comunicazione dal 12 giugno al 12 luglio 2024 all’Agenzia delle Entrate che a breve definirà il modello da utilizzare.

Per l’acquisto di beni strumentali, le imprese possono ricevere un credito d’imposta fino al 50 per cento della spesa sostenuta.

Credito d’imposta ZES Unica: domande dal 12 giugno

Dopo una lunga attesa si sblocca finalmente il credito d’imposta dedicato alle imprese che effettuano investimenti nelle regioni della nuova ZES unica del Mezzogiorno.

Come anticipato dal Sole24Ore, il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto attuativo che definisce le modalità di accesso al beneficio, i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, oltre ai relativi controlli.

Per l’attuazione della misura prevista all’articolo 16 del decreto Sud, il n. 124/2023, è previsto uno stanziamento di 1,8 miliardi di euro.

Le imprese che nel corso dell’anno, più precisamente dal 1° gennaio al 15 novembre 2024, investono in beni strumentali da destinare a strutture produttive con sede nei territori della ZES unica possono beneficiare di un credito d’imposta che può arrivare a coprire fino al 50 per cento delle spese.

Anche la Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno è stata prevista dal Decreto Sud e comprende le regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania:
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Possono beneficiare del credito tutte le imprese, a prescindere da forma giuridica e regime contabile, che già si trovano o si insediano in queste zone. L’investimento minimo è di 200.000 euro, il massimo 100 milioni.

Le imprese agricole, invece, dovranno fare riferimento alle novità previste dal decreto agricoltura, che ha rimodulato la misura originaria.

Il modello di comunicazione degli investimenti effettuati e quelli programmati, che sarà definito a breve dall’Agenzia delle Entrate, si potrà inviare dal 12 giugno e fino alla scadenza fissata per il 12 luglio 2024. Le spese effettuate devono essere certificate da un revisore.

Credito d’imposta ZES Unica: quanto si riceve

Le imprese possono accedere al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre 2024. Sono agevolabili le spese relative all’acquisto, o leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie.

Rientra tra queste anche l’acquisto di terreni e l’acquisto, la realizzazione o l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50 per cento del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Sono esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita, quelli trasformati o assemblati per la vendita finale e i materiali di consumo.

Come detto, il credito d’imposta massimo che le imprese possono ottenere è del 50 per cento del valore della spesa effettuata (in alcuni casi particolari al 70 per cento). La percentuale che si può ricevere varia in base alla regione, alle dimensioni dell’impresa e all’entità dell’investimento.

In particolare:

  • 40 per cento in Calabria, Campania e Puglia;
  • 30 per cento in Basilicata, Molise e Sardegna; 15 per cento in Abruzzo.

L’incentivo spetta al 50 per cento nelle aree di Taranto in Puglia e del Sulcis in Sardegna.

Le percentuali poi variano in base all’investimento:

  • sotto i 50 milioni i massimali aumentano:
    • di 10 punti percentuali per le medie imprese;
    • di 20 punti percentuali per le piccole imprese.
  • oltre i 50 milioni l’incentivo deve essere calcolato secondo la metodologia dell’“importo di aiuto corretto”.

Ad ogni modo, il totale del credito spettante sarà determinato dall’Agenzia delle Entrate che rapporterà il limite di spesa complessivo ai crediti totali richiesti.

Il credito d’imposta non sarà cumulabile con quello del Piano Transazione 5.0. Si attende ora la pubblicazione del decreto.

 

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