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Oggi vedremo insieme se è possibile subire il pignoramento dell’ex Bonus Renzi (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pignoramento dell’ex Bonus Renzi: è possibile?

Rispondiamo subito alla domanda di apertura: è possibile subire il pignoramento dell’ex Bonus Renzi (ora Trattamento Integrativo)?

La risposta è no, l’ex Bonus Renzi non è pignorabile in quanto si tratta di una somma di denaro che ha natura fiscale e non retributiva.

Ai fini della determinazione degli importi pignorabili concorrono tutte le componenti della busta paga che costituiscono remunerazione per il lavoro svolto.

Sono escluse e, quindi, impignorabili, oltre all’ex Bonus Renzi, anche:

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Come calcolare l’importo netto della retribuzione pignorabile?

Dunque, nel momento in cui al lavoratore viene pignorato lo stipendio per debiti contratti nei confronti del Fisco o, ad esempio, per il mancato versamento degli alimenti all’ex coniuge o ai propri figli, è necessario calcolare l’importo netto della retribuzione sulla quale andare ad applicare il pignoramento.

Prendiamo come esempio un lavoratore dipendente, con uno stipendio lordo di 2.300 euro.

A questo importo va sottratto l’ex Bonus Renzi (100 euro), la quota di contributi previdenziali e assistenziali a proprio carico, la quota di ritenute fiscali e la quota di addizionali regionali e comunali.

Con un calcolo sommario, possiamo dire che lo stipendio netto del lavoratore è di circa 1.800 euro.

Pignoramento stipendio: di quanto?

Ora c’è da capire, di quanto verrà pignorato lo stipendio? Le quote di pignoramento variano a seconda della natura del debito contratto.

Per debiti ordinari, la quota massima pignorabile è pari a un quinto del reddito mensile. Per i tributi dovuti allo Stato, alle Province e ai Comuni, il limite pignorabile è pari a un quinto della retribuzione.

Invece, se il pignoramento è effettuato dall’agente della riscossione (es. Agenzia delle Entrate), la soglia limite è fissata a:

  • un decimo, per gli importi fino a 2.500 euro;
  • un settimo, per gli importi compresi tra 2.500 euro e 5.000 euro;
  • un quinto, per gli importi oltre 5.000 euro.

Tornando al nostro esempio, dal momento che la retribuzione netta mensile è di 1.800 euro, il pignoramento è pari a un decimo, quindi non oltre 180 euro al mese, che il datore di lavoro è obbligato a bonificare al creditore.

Se, però, la somma è già accreditata sul conto corrente del lavoratore, cambia l’importo del pignoramento, che sarà pari alla somma eccedente il triplo del valore dell’Assegno Sociale.

Dunque, si prende in considerazione l’importo eccedente il triplo dell’Assegno Sociale, pari a 1.603,23 euro (534,41 euro moltiplicato per 3). Quindi, con uno stipendio netto di 1.800 euro, il pignoramento applicabile è di circa 197 euro al mese.

Al contrario, per gli stipendi accreditati in data successiva al pignoramento si applicano i limiti generali sopra descritti.

Pignoramento dell’ex Bonus Renzi
Pignoramento dell’ex Bonus Renzi: in foto un uomo pensieroso.

Faq su pignoramento ed ex Bonus Renzi

Quali beni possono essere pignorati?

Possono essere pignorati diversi tipi di beni: immobili, stipendi, conti bancari, veicoli, ecc. Tuttavia, la legge stabilisce alcuni beni “impignorabili”, come gli strumenti indispensabili per il lavoro del debitore.

Qual è il limite di pignoramento del conto corrente nel 2024?

Per i conti correnti la legge stabilisce un limite di pignorabilità corrispondente a tre volte l’assegno sociale. Nel 2024, l’assegno sociale ammonta a 534,41 euro, quindi il limite di pignoramento del conto corrente è di 1603,23 euro. Importi superiori a questa soglia possono essere pignorati.

Qual è il limite di pignoramento delle pensioni nel 2024?

Per le pensioni l’importo non pignorabile è pari al doppio dell’importo dell’assegno sociale, che per il 2024 si traduce in 1.068,82 euro. Somme oltre questa cifra sono suscettibili di pignoramento, a seconda delle circostanze specifiche del debitore.

Fino a che reddito spetta l’ex Bonus Renzi nel 2024?

Attualmente, l’ex Bonus Renzi spetta in misura piena (100 euro al mese, 1.200 euro l’anno) con un reddito fino a 15.000 euro

Con un reddito superiore a 15.000 euro e inferiore a 28.000 eurol’ex Bonus Renzi spetta solo se la somma delle detrazioni fiscali spettanti supera l’IRPEF lorda dovuta.

Facciamo un esempio: se le detrazioni ammontano a 1.800 euro l’anno e l’imposta lorda del contribuente è di 1.200 euro, spetta un Trattamento Integrativo da 600 euro annuo.

Come si restituisce l’ex Bonus Renzi non dovuto?

L’importo percepito e non spettante del trattamento integrativo viene restituito in fase di dichiarazione dei redditi, cioè quando si compila il modello 730 e si ottiene il quadro completo del reddito e delle detrazioni.

In pratica, nella dichiarazione dei redditi viene effettuato un conguaglio che tiene conto anche del trattamento integrativo percepito in relazione ai redditi e alle detrazioni. Nel caso in cui preveda di dover restituire il Bonus Irpef, il lavoratore ha anche la possibilità di richiedere al proprio datore di lavoro, che agisce come sostituto di imposta, di non erogare il trattamento integrativo tramite la busta paga.

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