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Anche nel 2024 sono molti i bandi dedicati all’imprenditoria femminile e alcuni di essi contemplano l’elargizione di contributi a fondo perduto. Lo scopo è quello di incentivare la presenza delle donne nei vari settori produttivi. Presenza che risente ancora di un forte gap di genere. Chiaramente tutti i bandi che mettono a disposizione contributi a fondo perduto per stimolare l’occupazione sono aperti anche alle donne. Di seguito vengono indicati i bandi attivi che si rivolgono esclusivamente all’imprenditoria femminile.

Fondo impresa femminile di Invitalia

Si tratta di un contributo a fondo perduto, valido su tutto il territorio nazionale, che varia in funzione della dimensione del progetto: per progetti fino a 100.000 euro l’agevolazione copre fino all’80% delle spese ma entro un tetto massimo di 50.000 euro. La percentuale indicata sale fino al 90% per le donne disoccupate. Per progetti fino a 250.000, l’agevolazione copre il 50% delle spese fino a un massimo di 125.000.

Il bando è rivolto alle libere professioniste che vogliano costituire una nuova impresa, ma anche alle imprenditrici che abbiano dato vita a un’azienda da meno di 12 mesi. Info e istruzioni sul sito di Invitalia.

Microcredito di libertà

Il bando è attivo su tutto il territorio nazionale. Il Microcredito di libertà è un finanziamento a tasso 0 per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali delle donne che hanno subito violenza. Il progetto è dedicato alle donne assistite dai centri anti-violenza oppure ospiti delle case rifugio, che siano già imprenditrici o che desiderino dare vita a una nuova attività. Viene previsto un finanziamento a tasso zero fino a un massimo di 50.000 euro per avviare o sviluppare attività d’impresa. La misura prevede l’assistenza gratuita di un tutor di microcredito sia nella fase di definizione del progetto imprenditoriale che in quella della restituzione del finanziamento.

Info sul sito dell’Ente nazionale per il microcredito.

On – Oltre nuove imprese a tasso zero

La misura “Nuove imprese a tasso zero” è dedicata alla creazione e allo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, su tutto il territorio nazionale. Le realtà imprenditoriali non devono essere state costituite da più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda. La compagine societaria deve essere composta per oltre la metà da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni ovvero da donne. Possono accedere anche le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa. Ammessa una spesa non superiore ai 3 milioni di euro.

Info sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Donne, Innovazione e Impresa nel Lazio

Il bando 2024 offre un importo massimo di 145.000 euro per ciascun progetto presentato da imprese femminili per l’introduzione di innovazioni di prodotto o di processo aziendale. Le risorse sul tavolo ammontano in totale a 5 milioni di euro e fanno parte del Programma Fesr 2021-2027. Le domande vanno presentate online tramite la piattaforma GeCoWeb Plus di Lazio Innova, dalle 12:00 del 23 aprile fino alle 17:00 del 12 giugno 2024.
Il Lazio mostra una quota di imprese femminili pari al 24%. Si tratta di un dato leggermente superiore alla media nazionale (23%), ma decisamente sotto la media europea (32%).

Assunzione donne nelle Marche

La regione Marche si rivolge alle piccole e medie imprese mettendo sul tavolo una dotazione complessiva di 2 milioni di euro. Il contributo ottenibile va da un minimo di 30.000 a un massimo di 350.000 euro.

La finalità è quella di sostenere e favorire l’implementazione di nuove forme di organizzazione del lavoro family friendly. Con il contributo, fra le altre cose, si intende sostenere il rientro nella vita produttiva delle lavoratrici, stimolare un miglioramento delle condizioni generali del benessere delle donne che lavorano e aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro favorendo la flessibilità organizzativa.

Fra i requisiti richiesti c’è quello di avere in forza almeno 3 dipendenti al momento della presentazione della domanda. Si tratta di un’iniziativa a scadenza. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di riferimento che è quello della Regione Marche.

Contributi lavoro femminile in Puglia

La regione Puglia mette in atto una misura strutturale per spingere l’imprenditoria femminile. Si tratta cioè di un contributo a fondo perduto senza scadenza, almeno finché ci saranno risorse disponibili. Il fondo è destinato alle microimprese e ammonta complessivamente a circa 39,5 milioni di euro.

Lo strumento agevola la costituzione di imprese che siano partecipate per almeno il 50% da soggetti con difficoltà di accesso al mondo del lavoro. L’investimento proposto può avere un valore compreso tra 10.000 e 150.000 euro, con un’agevolazione che varia al crescere del valore dell’investimento. L’agevolazione è coperta per il 50% dal contributo a fondo perduto e per il restante 50% dal prestito rimborsabile che diventa 75% per le imprese femminili e giovanili virtuose.

Tutte le info sul sito della Regione Puglia.

Incentivi lavoro femminile in Trentino-Alto Adige

Il Trentino-Alto Adige/Südtirol mette a disposizione fino a 25.000 euro per progetti nel settore alberghiero. Le destinatarie sono donne residenti nella provincia di Bolzano che rispondano ad alcuni requisiti. Coloro che possono richiedere l’incentivo sono:

  • imprenditrici che prestano la propria attività lavorativa in modo stabile;
  • lavoratrici autonome e libere professioniste;
  • partecipanti all’impresa familiare;
  • collaboratrici coordinate e continuative.

Tutte devono essere iscritte da almeno 6 mesi a un’assicurazione obbligatoria ai fini previdenziali e assistenziali.

Altri requisiti:

  • essere in gravidanza;
  • avere figli conviventi under 12;
  • lavorare in microimprese.

Tutte le info sul sito della Rete civica dell’Alto Adige.

Incentivi donne provincia di Bolzano

Viene messo a disposizione un incentivo fino a 20.000 euro per imprenditrici, lavoratrici autonome e libere professioniste con meno di 10 dipendenti. Il bonus offre la possibilità alle donne di essere sostituite temporaneamente qualora dovessero assentarsi dal lavoro per gravidanza, maternità o esigenze legate alla crescita dei figli.

Info sulla Rete civica dell’Alto Adige.

Contributi per maternità in Friuli-Venezia Giulia

Il Friuli-Venezia Giulia offre un aiuto economico alle professioniste e ai professionisti per conciliare le esigenze della professione con quelle della maternità e paternità. L’importo del contributo per ciascun figlio è fisato in 6.000 euro (che salgono a 8.000 in caso di minore con handicap grave).

Info e modalità di accesso sul sito del Friuli-Venezia Giulia.

Gender gap e pensioni

Questi erano i contributi a fondo perduto specifici per le donne. Per una panoramica di tutti i contributi a fondo perduto si rimanda all’apposito portale incentivi.gov.it.

Il gender gap lavorativo si è molto ridotto in Italia negli ultimi anni, anche se la strada rimane in salita. Una criticità aggiuntiva del gender gap è che a fine carriera le pensioni delle donne sono generalmente più basse di quelle degli uomini. Una possibile soluzione per le lavoratrici è quella di ricorrere alla previdenza complementare.

 

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