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Le persone con basso reddito, ma che intendono fare impresa, possono accedere a dei finanziamenti? Se sì, come? E con quali condizioni? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

La risposta a tutte queste domande ha solo un nome: microcredito. Vediamo insieme di che cosa si tratta nei dettagli.

Che cosa si intende per microcredito?

Il microcredito, come si evince dal nome, è un genere di finanziamento costituito da piccole somme di denaro riservato a persone che non possiedono redditi alti e che, per tale ragione, non hanno diritto a finanziamenti tradizionali e più elevati.

Obiettivo precipuo del microcredito è quello di promuovere l’autosufficienza economica delle persone e delle comunità più svantaggiate: la quantità di denaro fornita attraverso di esso, infatti, è generalmente destinata a finanziare attività di scala contenuta, quali l’avvio di piccole imprese, l’acquisto di attrezzature e/o materiali o, per esempio, lo sviluppo di attività agricole.

Nello specifico, come si legge su MDI – Microcredito di impresa:

Il microcredito è uno strumento finanziario che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione finanziaria di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale. Non si tratta semplicemente di un prestito di piccolo importo, ma di un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari. Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si traduce nell’accoglienza, nell’ascolto e nel sostegno ai beneficiari, dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione.

Inoltre:

Viene prestata particolare attenzione anche alla validità e alla sostenibilità del progetto proposto. Lo strumento del microcredito, nella forma di “microcredito imprenditoriale”, si rivolge a tutti coloro che intendono avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e che hanno difficoltà di accesso al credito bancario.

Come funziona il microcredito?

Ma come funziona, nel dettaglio, l’erogazione del microcredito? Vi sono diversi passaggi:

  • identificazione dei beneficiari: la prima fase prevede la profilazione delle persone che potranno ricevere le somme di denaro, effettuata da parte delle istituzioni finanziare o delle organizzazioni non governative. I beneficiari possono essere imprenditori informali, agricoltori, artigiani o altri individui che desiderano avviare o espandere un’attività economica – già titolari di partita Iva da non più di cinque anni -, ai quali è, però, negato l’accesso ai servizi finanziari tradizionali;
  • valutazione del finanziamento: le persone interessate al microcredito dovranno, quindi, sottoporre le proprie proposte, al fine di farne vagliare la fattibilità, le spese, i piani di rimborso e tutti i dettagli che ne regolano l’erogazione;
  • concessione del prestito: una volta approvato, il finanziamento viene concesso alle persone richiedenti. Come accennato, le somme di denaro sono tendenzialmente piccole, adatte alle esigenze delle persone a basso reddito, motivo per cui i tassi di interesse possono risultare più elevati rispetto ai prestiti tradizionali, proprio per coprire i costi operativi delle istituzioni finanziarie e compensare il rischio associato ai prestiti senza garanzie;
  • utilizzo dei fondi e rimborso: i fondi ricevuti possono, così, essere utilizzati per avviare o espandere le attività economiche, includendo, in queste operazioni, anche l’acquisto delle attrezzature necessarie, delle materie prime o altri tipi di spese utili all’attività stessa;
  • rimborso del prestito: i beneficiari del microcredito sono tenuti a rimborsare il prestito entro un determinato periodo di tempo, in genere con pagamenti regolari. Il rimborso, infatti, può e deve essere strutturato in base alle esigenze del richiedente e alle condizioni concordate con l’istituzione finanziaria. In alcuni casi, perciò, il rimborso può essere effettuato anche in rate settimanali o mensili.

I vantaggi e gli svantaggi

Come ogni forma di finanziamento, anche il microcredito presenta una serie di vantaggi e svantaggi. Tra i primi, si annoverano:

  • accesso al finanziamento: il microcredito offre la preziosa possibilità di accedere al finanziamento a persone a basso reddito che, altrimenti, non avrebbero potuto usufruire dei servizi finanziari tradizionali, consentendo loro di avviare o espandere attività economiche e migliorare le proprie condizioni di vita;
  • promozione dell’imprenditorialità: le piccole somme di denaro del microcredito incoraggiano l’imprenditorialità tra gli individui a basso reddito, permettendo loro di avviare piccole imprese o di investire nelle loro attività esistenti, contribuendo, così, alla creazione di posti di lavoro, alla generazione di reddito e allo sviluppo economico locale;
  • flessibilità e adattabilità: i prestiti microfinanziari sono spesso strutturati in modo flessibile, al fine di adattarsi alle esigenze dei beneficiari, garantendo loro la possibilità di scegliere l’importo del prestito, i termini di rimborso e le modalità di pagamento che meglio si adattano alla loro situazione finanziaria.

Non mancano, tuttavia, anche degli svantaggi, come:

  • tassi di interesse elevati: i tassi di interesse possono essere più elevati rispetto ai prestiti tradizionali, dal momento che riflettono il maggior rischio associato ai prestiti senza garanzie. Ciò può, dunque, rendere i prestiti microfinanziari costosi per i beneficiari, riducendone capacità di investire nei loro affari;
  • rischio di indebitamento eccessivo: i beneficiari del microcredito possono indebitarsi eccessivamente, specialmente se non sono capaci di gestire i loro prestiti in modo responsabile o se le loro attività economiche non hanno successo, conducendo, così, a un circolo vizioso di indebitamento e povertà;
  • rischio di fallimento delle attività: non tutte le attività finanziate attraverso il microcredito, infatti, hanno successo. Il fallimento delle attività può rendere difficile per i beneficiari ripagare i prestiti, causando perdite finanziarie sia per i beneficiari, sia per gli istituti finanziari o le organizzazioni che forniscono il finanziamento;
  • possibili effetti collaterali sociali: in alcuni casi, infine, il microcredito può portare a tensioni sociali all’interno delle comunità in cui ha luogo, soprattutto se il rimborso dei prestiti non procede come previsto o se alcuni membri del gruppo non sono in grado di rispettare i loro obblighi finanziari. Ciò potrebbe danneggiare le relazioni comunitarie e ridurre la fiducia nel sistema di microcredito.

Il microcredito per donne vittime di violenza

Il microcredito può risultare una soluzione efficace anche per le vittime di violenza. A partire da aprile 2022, infatti, le donne vittime di violenza, come si legge sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità, possono accedere al microcredito d’impresa o al microcredito sociale grazie al supporto del “Fondo per il Microcredito di Libertà”, con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro a valere sul bilancio del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In generale, lo scopo precipuo del microcredito per le donne vittime di violenza è quello di fornire sostegno finanziario alle donne che hanno subito violenza domestica o di genere, garantendo loro gli strumenti economici necessari per ottenere indipendenza finanziaria e per rompere il ciclo della violenza stessa.

Il microcredito promuove, in questo modo, l’accesso a prestiti finanziari, l’empowerment economico e l’autosufficienza – che permette alle vittime di affrancarsi dall’abuser -, consulenza finanziaria, formazione imprenditoriale e supporto emotivo e, infine, sensibilizzazione e prevenzione, educando al rispetto e alla battaglia per i diritti civili.

 

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