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Superbonus, bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus mobili, barriere architettoniche, sisma bonus: cosa cambia e cosa c’è da sapere

Il mondo del Superbonus e dei bonus edilizi ha subito negli ultimi anni più di 40 cambiamenti normativi.

Rimodulazioni, décalage, riduzione delle agevolazioni e dei tetti di spesa, stop alla cessione del credito: dopo tante limitazioni ha ancora senso iniziare nuovi lavori edilizi facendo affidamento alle agevolazioni fiscali in vigore?

Nonostante il campo di azione sia stato notevolmente ridotto, le agevolazioni come il Superbonus che passa al 70% nel 2024 e altre agevolazioni come il bonus barriere architettoniche al 75% le detrazioni fiscali offerte dal bonus mobili, bonus ristrutturazione 50%, sisma-bonus ed ecobonus rimangono vantaggiose per chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia.

Ad esempio, il bonus mobili consente ancora di ottenere un rimborso del 50% della spesa sostenuta fino al 31 dicembre 2024, con un limite di spesa di 5.000 euro. Il bonus ristrutturazione o bonus casa offre una detrazione del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.

Anche se i limiti sono stati ridotti progressivamente, o verranno ridotti dal primo gennaio 2025, queste agevolazioni possono ancora rappresentare un incentivo significativo per chi desidera avviare nuovi lavori edilizi. Pertanto, se si soddisfano i requisiti e le condizioni per accedere a queste agevolazioni, avviare nuovi lavori edilizi potrebbe ancora rappresentare un’opportunità per ottenere benefici fiscali significativi e migliorare la qualità, l’efficienza energetica o la sicurezza degli edifici.

Quindi, se devi iniziare una nuova pratica, è importante avere un quadro chiaro delle opportunità disponibili e chiare linee guida sui bonus edilizi per scegliere e gestire al meglio i progetti..

Bonus edilizi: cosa cambia con il il D.L. 39/2024

Il mondo dell’edilizia è in attesa di una revisione complessiva del sistema delle agevolazioni.

Il D.L. 39/2024 fornisce già alcune indicazioni sul nuovo corso, sancendo la fine della fase della moneta fiscale e riportando tutte le agevolazioni su un periodo di ammortamento più esteso, integrato nella dichiarazione dei redditi.

I primi segnali della riforma sono emersi oltre un anno fa con il D.L. 11/2023, che ha drasticamente ridotto le cessioni del credito, e il D.L. 212/2023, che ha limitato il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Detrazioni spalmate in 10 anni

Il D.L. 39/2024 dispone l’estensione a 10 anni del periodo di recupero per vari incentivi fiscali, fatta eccezione per i crediti d’imposta derivanti dall’esercizio dello sconto in fattura e cessione del credito dell’art. 121 comma 1 del D.L. 34/2020 i quali dovranno essere ripartiti in 4 quote annuali di pari importo per il Superbonus e in 5 quote annuali per le barriere architettoniche e sisma-bonus.

Stop alla cessione del credito Superbonus e bonus edilizi

Il D.L. 39/2024 dispone il blocco delle opzioni della cessione del credito e dello sconto in fattura (come disciplinati dall’art. 121 del D.L. 34/2020). Per gli interventi successivi all’entrata in vigore della nuova norma, quindi dal 30 marzo 2024, viene eliminata la possibilità di ricorrere alle due formule, neppure nei casi in cui si configurino le fattispecie per le quali risultava ancora possibile esercitare le opzioni. Il D.L. 212/2023 le ammetteva in determinati casi per il bonus barriere architettoniche ed i lavori per enti del Terzo settore.

Il D.L. 39/2024 esclude dall’opzione della cessione del credito i contribuenti che non hanno iniziato i lavori agevolati con tutti i bonus edilizi pur avendo presentato CILAS, titolo abilitativo o delibera assembleare entro il 16 febbraio 2023 così come previsto dal D.L. 11/2023.

Per usufruire di una delle 2 opzioni alternative (cessione del credito o sconto in fattura), è necessario documentare i lavori già effettuati con fattura entro il 30 marzo 2024. In sostanza, pur avendo avviato una pratica CILAS entro la data sopra indicata, se non si dispone di regolare fattura di pagamento dei lavori si perde automaticamente l’accesso alla cessione del credito con l’unica possibilità di poter usufruire della detrazione decennale del credito d’imposta.

In pratica, il D.L. 39/2024 salva le opzioni previste dall’art. 121 del D.L. 34/2020 qualora, alla data del 29 marzo 2024 (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 39/2024), siano rispettate le seguenti condizioni:

  • pagamento della spesa sostenuta collegato ad una fattura;
  • realizzazione dell’intervento.

È possibile optare ancora per la cessione del credito o lo sconto in fattura solo per gli interventi di recupero e ricostruzione di edifici nelle zone colpite da terremoti (nel limite di 400 milioni di euro per l’anno 2024 di cui 70 per gli eventi sismici del 6 aprile 2009).

Per le Iacp e il Terzo settore il comma 2 dell’art. 1 prevede, più nel dettaglio, un regime transitorio che consente l’applicazione delle disposizioni previgenti più favorevoli, fissate dell’articolo 2, commi 3-bis e 3-quater, del citato D.L. 11/2023, in caso di spese sostenute in relazione a interventi per i quali, entro il 29 marzo 2023 risultino presentate la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), la delibera assembleare, l’acquisizione del titolo abilitativo, in caso di lavori per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico, in caso di demolizione e ricostruzione di edifici il titolo abilitativo, ove necessario e siano già iniziati i lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo.

Tale deroga si applica anche alle spese sostenute per interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura del 110%, nonché per immobili danneggiati dagli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 15 settembre 2022, per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza con le deliberazioni del Consiglio dei ministri 16 settembre 2022 e 19 ottobre 2022, situati nei territori della regione Marche, per i quali, entro il 30 marzo 2024, sia stata presentata la documentazione di cui al precedente comma 2 oppure istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Le opzioni della cessione del credito e dello sconto in fattura per il bonus barriere architettoniche così come definito dall’art. 119-ter del D.L. 34/2020 potranno essere utilizzate solo per le spese sostenute fino al 30 marzo 2024. Per le spese sostenute dopo tale data, sono salvi gli interventi per i quali entro il 30 marzo 2024:

  • sia stata presentato richiesta del titolo abilitativo, ove necessario;
  • siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se per gli interventi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

Contributi a fondo perduto Superbonus per zone colpite da eventi sismici

È istituito un fondo da 35 milioni di euro per il 2025 destinato agli interventi di riqualificazione energetica e strutturale su immobili danneggiati da eventi sismici dal primo aprile 2009 come Emilia-Romagna, Ischia, Molise, Calabria e Basilicata nel 2025.

Un altro fondo, da 100 milioni di euro per lo stesso anno, è previsto per la riqualificazione energetica e strutturale realizzata da enti del terzo settore, organizzazioni non profit, associazioni di volontariato e di promozione sociale.

Superbonus e bonus edilizi dopo il D.L. 39/2024

Ecco cosa si può ancora fare con i bonus edilizi alla luce delle ultime novità.

Superbonus 2024

La maxi-detrazione meglio conosciuto con Superbonus nel corso degli anni si è mutato in diverse misure, difatti esso è passato da una maxi-detrazione del 110%, al 90% solo in alcuni casi specifici fino al 31 dicembre 2023, passando per il 70% nel 2024 e fino ad arrivare 65% dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.  Ricordiamo, che tale agevolazione voluta fortemente dal Governo Conte, ha riscritto le regole del mondo edilizio dopo l’ondata pandemica del Covid-19. il Superbonus 2024 Il Superbonus 2024 agevola diversi interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, alcuni sono trainanti e consentono un accesso diretto alla detrazione fiscale, altri trainati e usufruiscono del Superbonus solo se eseguiti insieme a uno dei primi.

Scopri di più sul Superbonus 2024

Ecobonus 2024

Prevede detrazioni fiscali per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica su tutti i tipi di immobili, con particolare attenzione all’adozione di tecnologie basate sulle fonti rinnovabili di energia.
Il bonus fa parte della famiglia ordinaria disciplinata dall’art. 16-bis del Testo Unico Imposte sui Redditi (TUIR) e consente, in via transitoria per il 2024, un’agevolazione del 50%/65% per un importo massimo agevolabile di 96mila euro, da ripartire anch’esso in 10 quote annuali di pari importo.
La “versione SuperEcobonus” (detrazione del 70% nel 2024 e del 65% nel 2025) è riservata a condomini ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari.

Scopri di più sull’Ecobonus 2024

Sismabonus 2024

Prevede agevolazioni per interventi antisismici, con particolare attenzione alla sicurezza statica degli edifici, inclusi quelli situati nei centri storici. La detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 e varia a seconda della classe sismica migliorata. A regime prevede una detrazione del 36% per le spese documentate, con un importo massimo ammissibile di 48mila euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.

Nel 2024, è previsto un massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare. Se gli interventi non comportano alcun miglioramento di classe sismica, la detrazione è del 50%; con abbassamento di una classe di rischio, la detrazione è del 70%; se il passaggio è di due classi di rischio inferiori, la detrazione sale all’80%.
Mentre, per gli interventi sulle parti comuni di condomini nelle zone sismiche 1-2-3, avviati dopo il 1° gennaio 2017, che comportano una riduzione del rischio sismico, la detrazione è del 75% per un passaggio ad una classe di rischio inferiore e dell’85% per un passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione Supersismabonus (anche in questo caso riservata a condomini ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari) copre le spese sostenute fino al 2025 nella misura del 70% nel 2024 e del 65% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.
Tuttavia è importante ricordare che il D.L. 39/2024 meglio conosciuto come decreto Superbonus ha limitato istituito un fondo da 35 milioni di euro per il 2025 destinato agli interventi di riqualificazione energetica e strutturale su immobili danneggiati da eventi sismici dal primo aprile 2009 come Emilia-Romagna, Ischia, Molise, Calabria e Basilicata nel 2025.

Scopri di più sul Sismabonus 2024

Bonus ristrutturazione

La detrazione per la ristrutturazione edilizia, a regime del 36% fino a 48mila euro, è innalzata nel 2024 al 50% con 96mila euro. Per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche si può arrivare fino al 75% delle spese sostenute.

Scopri di più sul Bonus Ristrutturazione

Bonus Mobili 2024

Prevede una detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, collegati a interventi di recupero edilizio, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, è del 50% delle spese sostenute e calcolata su un totale non superiore a 5.000 € per l’anno 2024.

Scopri di più sul Bonus Mobili 2024

Bonus verde 2024

Consiste in una detrazione del 36% ed è limitata a un massimo di € 5.000,00 per unità immobiliare ad uso abitativo delle spese documentate sostenute negli anni 2021, 2022, 2023 e 2024. Possono beneficiare del Bonus Verde i contribuenti che possiedono o detengono l’immobile oggetto degli interventi, non necessariamente il proprietario, ma anche il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento, il comodatario, il locatario, i soci di cooperative e gli imprenditori individuali. Anche i familiari conviventi, i coniugi separati, i conviventi e i promissari acquirenti che soddisfano determinate condizioni possono usufruire della detrazione.

Scopri di più sul Bonus verde 2024

 

 

 

 

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