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Eccole le risorse per il credito d’imposta a beneficio delle imprese che vogliono investire nella Zes unica per il Mezzogiorno. I 1.800 milioni di euro stanziati dal decreto Sud del ministro Raffaele Fitto nel settembre scorso sono finalmente disponibili e consentono un indiscutibile, atteso passo in avanti della Zona economica speciale meridionale entrata formalmente in vigore l’1 gennaio ma partita, di fatto, solo ad aprile. È stato il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti, dopo una lunga e non semplice gestazione tecnico-contabile, a firmare il decreto che sblocca i fondi, già previsti dalla Legge di bilancio 2024 ma di fatto fino ad oggi rimasti solo virtuali. Il ritardo aveva non a caso creato un clima di incertezza frenando in gran parte i potenziali nuovi investimenti considerato che la scadenza dell’incentivo era e resta fissata al 15 novembre. L’allarme per fortuna è rientrato ma ora bisognerà correre per recuperare il tempo perduto. Il decreto del Mef, infatti, stabilisce che le imprese dovranno comunicare tra il 12 giugno e il 12 luglio prossimi all’Agenzia delle Entrate le spese che intendono sostenere entro il 15 novembre e quelle eventualmente già effettuate dall’inizio dell’anno, dopo l’entrata in vigore della nuova normativa.

Come funziona la misura

Aperto a tutte le imprese, il credito d’imposta della Zes unica permette l’acquisto (o il leasing) non solo di macchinari per nuove imprese ma anche di terreni e immobili strumentali (fino al 50% del valore complessivo). È differenziato tra le regioni, nel senso che per l’assegnazione conteranno le dimensioni dell’impresa e l’ammontare dell’investimento. Si arriva al 40% in Campania, Calabria e Puglia, si scende al 30% in Sardegna, Basilicata e Molise e al 15% in Abruzzo. Ma soprattutto finanzia investimenti iniziali compresi tra 200mila e 100 milioni di euro, un range piuttosto ampio che a molti ha fatto temere, in questi mesi, che alla fine 1,8 miliardi non bastasse. In più occasioni il ministro Fitto ha però chiarito che quella soglia era stata determinata sulla scorta di parametri contabili ufficiali e anche sulla produttività, per così dire, delle 8 Zes preesistenti alla Zes unica. Per ribadirlo lo stesso ministro, anche a Sorrento in occasione del Forum “Verso Sud” di Ambrosetti ha confermato che presenterà al Parlamento una relazione sull’esperienza delle Zes riconoscendo però a quella della Campania di essere stata praticamente l’unica ad ottenere risultati importanti.

Il modello Campania

E ieri proprio al Forum, a confermare questo primato, è stato l’ex commissario straordinario della Zes Giosy Romano, nella veste ieri di Presidente della Confederazione italiana per lo Sviluppo economico (Cise). Nel bilancio della sua gestione figurano 135 autorizzazioni uniche, nuovi incentivi per circa 3 miliardi di euro, 21mila nuovi addetti. Ma anche fiori all’occhiello come la definizione del futuro dell’ex Whirlpool grazie a TeaTek. Romano, manager campano di assoluta credibilità, guarda però anche oltre, a come cioè sfruttare questa esperienza e garantire alla Zes unica ulteriori margini di sburocratizzazione. In concreto, si potrebbe ora immaginare un meccanismo di accesso automatico al credito d’imposta, propone Romano, immediatamente erogabile cioè non appena la Struttura di missione, insediata da Fitto al vertice della Zes unica, conceda il via libera all’investimento. Ma per accelerare ancora di più i tempi, già ridotti all’osso dall’autorizzazione unica, l’ex commissario propone anche di sostituire il passaggio in Conferenza dei servizi con una Scia, un atto più pratico e veloce che le imprese conoscono bene. E si spinge anche ad immaginare in piena sintonia con il leit motiv del Forum – una Zes del Mediterraneo capace di coinvolgere anche le Zone di libero scambio già esistenti in diversi Paesi della sponda sud del grande mare con risultati di enorme valore, come nel caso di TangerMed in Marocco.

Sono segnali evidenti di quanto la Zona economica speciale Sud sia destinata a incidere sui destini del Mezzogiorno se terrà fede alle attese. Lo aveva ribadito il ministro Fitto aprendo i lavori del Forum e indicando anche al 20 luglio prossimo la scadenza entro la quale sarà presentato il Piano triennale strategico della Zes unica. «Conto di approfondire il dialogo con le singole regioni e con le associazioni imprenditoriali per arrivare ad una formulazione chiara e definitiva del testo finale», assicura il ministro in una pausa del meeting dialogando con Stefania Brancaccio di Coelmo. In questo sforzo c’è anche la risposta da dare alla domanda di fondo: la Zes unica privilegerà missioni specifiche per ogni regione o resterà generalista, considerato anche che la durata del Piano è di soli tre anni rispetto ai nove dei Piani strategici regionali che accompagnarono la nascita delle singole Zes?
 

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