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Anche nel 2024 è disponibile il bonus ristrutturazione, l’incentivo per coloro che effettuano lavori di tipo edilizio in un edificio ad uso abitativo.

Si tratta di una detrazione del 50% sull’IRPEF, fino a massimo 96.000 euro di spesa, per interventi di riqualificazione edilizia, manutenzione straordinaria e ordinaria.

Dal 2025, però, l’agevolazione verrà ridotta al 36%, con importanti modifiche e novità che riguardano i limiti di spesa (ulteriormente rivisti poi a partire dal 2028).

Scopriamo insieme come richiedere il bonus ristrutturazione 2024, come cambia poi nel 2025, quali sono i requisiti per richiederlo e come funziona accedere all’agevolazione gestita dall’Agenzia delle Entrate.

COS’È IL BONUS RISTRUTTURAZIONE 2024

Il bonus ristrutturazione 2024 consiste in una detrazione fiscale IRPEF del 50% destinata a chi effettua lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli.

Si applica alle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024 e deve essere ripartita in 10 quote annuali di uguale importo per un tetto massimo di spesa di 96.000 euro.

Previsto dall’articolo 16-bis del DPR 917 del 1986, il bonus ristrutturazione è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2024.

Intanto vediamo a chi spetta la misura nel 2024.

REQUISITI

Il bonus ristrutturazioni 2024 può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia. In particolare, hanno diritto alla detrazione i seguenti soggetti:

  • proprietario o nudo proprietario;

  • titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);


  • soci di cooperative divise e indivise (i primi in qualità di possessori i secondi in qualità di detentori);

  • soci delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati;

  • imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce (e le imprese familiari alle stesse condizioni).

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, i seguenti soggetti:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;

  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;

  • un convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

In questi ultimi tre casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comuni sono intestate al proprietario dell’immobile. La condizione di convivente o comodatario deve sussistere al momento dell’invio della comunicazione d’inizio lavori.

COME RICHIEDERE IL BONUS RISTRUTTURAZIONE 2024

Per richiedere il bonus ristrutturazione 2024 non è necessario fare una vera e propria domanda, poiché può essere usufruito in tre modalità:

  • in fase di dichiarazione dei redditi, appunto, con la presentazione del modello redditi persone fisiche (ex modello Unico). Lo sconto detraibile va suddiviso in 10 quote annuali d’importo pari;

  • con sconto immediato in fattura, solo per interventi realizzati prima del 17 febbraio 2023 come stabilito dal Decreto blocca cessioni convertito in legge. È un contributo erogato sotto forma di sconto, viene anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta. Ha un importo pari alla detrazione spettante a chi aveva originariamente sostenuto le spese;

  • mediante credito d’imposta cedibile da usare secondo le regole e relativamente ai soggetti autorizzati per un totale di 5 cessioni (al posto delle 4 stabilite dal Decreto Aiuti Bis convertito in Legge).Tuttavia, la cessione del credito con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti fino a un massimo di 5 volte, può essere applicata solo nei casi di interventi realizzati al 17 febbraio 2023, come previsto dal Decreto blocca cessioni convertito in legge.

Ricordiamo inoltre che per i lavori rientranti in quelli con obiettivi di risparmio energetico, sarà necessario inviare la comunicazione ENEA. L’obbligo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 è valido anche per il 2024 ed è rivolto soltanto ad alcune tipologie di lavori (sul sito dell’ENEA è specificato quali sono). Ci sono 90 giorni di tempo per inviare la comunicazione ENEA in questa sezione del sito.

COSA RIENTRA NEL BONUS RISTRUTTURAZIONE AL 50%

Rientrano nel bonus ristrutturazioni i lavori quelli effettuati sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per:


  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (Articolo 3 del DPR 380 del 2001), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali (ovvero i condomini);

  • ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se questi lavori non rientrano nelle categorie indicate nei precedenti punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Ai lavori sulle singole unità immobiliari per manutenzione ordinaria e straordinaria e ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, si aggiungono anche i seguenti interventi per i quali spetta l’agevolazione fiscale:

  • i lavori relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;

  • quelli finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione tramite il cd. bonus ascensore);

  • i lavori per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104;

  • quelli di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici. L’agevolazione compete anche per la semplice riparazione d’impianti insicuri realizzati su immobili. Cioè vale per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante. Tra le opere agevolabili rientrano l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano;

  • i lavori relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti. In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Per maggiori informazioni su come funziona la detrazione per questi interventi, vi consigliamo di leggere questa guida;

  • quelli finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici;

  • gli interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione.

Infine, si precisa che ha diritto alla detrazione anche chi esegue i lavori in proprio, soltanto, però, per le spese di acquisto dei materiali utilizzati e non, ovviamente per la manodopera.

SPESE AGEVOLABILI

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;

  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo d’intervento;


  • le spese per l’acquisto dei materiali;

  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;

  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;

  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie d’inizio lavori;

  • gli oneri di urbanizzazione;

  • altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi, nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (Decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono dunque ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni (condomini). In tal caso, la detrazione spetta a ogni condomino in base alla quota millesimale.

QUALI SONO I LAVORI CHE RIENTRANO NEL BONUS RISTRUTTURAZIONE

Ai fini esplicativi, ecco alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria che il bonus ristrutturazione 2024 comprende:

  • sostituzione d’infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia d’infisso;

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza;

  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;

  • rifacimento di scale e rampe;

  • interventi finalizzati al risparmio energetico (ad esempio può dar diritto al bonus caldaia);

  • recinzione dell’area privata;

  • costruzione di scale interne.

Inoltre, il bonus ristrutturazioni 2024 apre anche le porte a un’altra agevolazione riconfermata, cioè il Sismabonus per le spese sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2024. Parliamo del bonus su interventi di ristrutturazione antisismici che riguardano edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 1° gennaio 2017. In tali casi, spetta una detrazione del 50%. L’agevolazione ha questi requisiti:

  • è da calcolare su un importo complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno;

  • è fruibile in 10 rate annuali di pari importo e lo sconto sale al 70%, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore, ovvero all’80%, se si passa a due classi di rischio inferiori.

Il beneficio fiscale è maggiore in caso d’interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, ovvero:

  • 75%, se c’è passaggio a una classe di rischio inferiore;

  • 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.

BONUS RISTRUTTURAZIONE 2024, ESEMPIO PRATICO

Facciamo ora un esempio pratico di applicazione del bonus ristrutturazione per capire meglio cosa bisogna fare per avere l’agevolazione. Immaginiamo di aver effettuato lavori di ristrutturazione per un totale di 90.000 euro nel 2024. In questo caso, il la detrazione del 50% si applica su questa cifra.

Pertanto, procediamo così:

  • calcoliamo il 50% delle spese sostenute per i lavori: 50% di 90.000 euro = 45.000 euro. Questa cifra rappresenta l’importo della detrazione fiscale IRPEF;
  • procediamo ripartendo la detrazione in 10 quote annuali di uguale importo. Di conseguenza, per calcolare l’importo annuale che può essere detratto nel modello 730 2024, dividiamo la cifra totale della detrazione per 10: 45.000 euro / 10 = 4.500 euro all’anno.

Quindi, la detrazione fiscale IRPEF di cui possiamo beneficiare annualmente è di 4.500 euro all’anno per 10 anni, per un totale di 45.000 euro di risparmio fiscale.

COME PAGARE LE FATTURE RELATIVE AI LAVORI

Per pagare le fatture relative ai lavori utili ad ottenere il bonus ristrutturazioni 2024, bisognerà utilizzare un bonifico bancario o postale parlante. Ovvero all’interno, dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917 del 1986”;

  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;

  • Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento.

Il bonus ristrutturazione 2024 può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. In questo caso:

  • la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento);

  • il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

DOCUMENTI DA ESIBIRE E CONSERVARE

Per il bonus ristrutturazioni 2024 occorre, poi, conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;

  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;

  • ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta;

  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;

  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;

  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’Azienda Sanitaria Locale. Va inviata prima di iniziare i lavori, con una comunicazione con raccomandata A/R, tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla ASL;

  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute;

  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Inoltre, vale quanto previsto dal Decreto Anti Frode, che conferma gli obblighi già stabiliti per il 2023. In particolare sarà necessario avere:

  • VISTO DI CONFORMITÀ –  ovvero la comunicazione del professionista che ha apposto il visto di conformità e che ha quindi effettuato il primo controllo documentale sulla sussistenza dei requisiti per beneficiare del bonus ristrutturazione;

  • ATTESTAZIONE DI CONGRUITÀ – rilasciata da un tecnico abilitato che dovrà accertare che nell’esecuzione dei lavori sia stato rispettato il limite massimo dei costi ammissibili per tipologia di intervento.

QUANDO SCADE IL BONUS RISTRUTTURAZIONE AL 50% E NOVITÀ 2025

Il bonus ristrutturazioni 2024 scade il 31 dicembre 2024. Dopo questa data, non sarà più possibile beneficiare della detrazione fiscale al 50% per i lavori di ristrutturazione effettuati.

Come previsto però dall’art. 9 decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39, approvato dal Senato in data 16 maggio 2024 con il Decreto agevolazioni fiscali edilizia convertito in Legge, dal 1° gennaio 2025, la detrazione cambia, è sarà pari al 36%, entro un limite massimo di 48.000 euro.

Inoltre, nella conversione in legge è stata prevista un’ulteriore riduzione. Ovvero dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2033, la detrazione non sarà più del 36% ma del 30%, entro il limite di spesa sempre di 48.000 euro.

Restano invece identiche le modalità per ottenerlo negli anni successivi, salvo interventi del governo con la prossima legge di Bilancio. Per cui, nel 2025 (come già avviene oggi) non bisogna fare una vera e propria domanda, poiché può essere fruito in fase di dichiarazione dei redditi, appunto, con la presentazione del modello redditi persone fisiche (ex modello Unico) tramite detrazione fiscale. Se volete sapere come funziona e per approfondire le ultime novità, vi consigliamo il nostro articolo sul bonus ristrutturazione ridotto dal 2025.

LA GUIDA AI BONUS EDILIZI 2024

Mettiamo a vostra disposizione la guida sui bonus edilizi per il 2024, che presenta tutte le nuove informazioni sugli incentivi green previsti a partire dal 1° gennaio.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

ALTRI AIUTI, APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Per approfondire, mettiamo a vostra disposizione la guida aggiornata sui Bonus Casa 2024, vi rimandiamo poi all’articolo che riassume tutte le novità sulle agevolazioni per la prima casa.

Potrebbe interessarvi poi anche l’approfondimento sui mutui agevolati prima casa.

Se volete, invece, sapere tutte le agevolazioni disponibili per lavoratori e famiglie, e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti a persone, lavoratori e disoccupati. In questa sezione, vi sono quelli per le imprese.

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di Valeria C.


Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.

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