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(Teleborsa) – I commercialisti considerano “una svolta fondamentale” lo schema di decreto correttivo del Codice della crisi, che il Consiglio dei Mnistri si appresta ad esaminare nei prossimi giorni. “Le modifiche al testo – sottolinea il presidente de commercialisti, Elbano de Nuccio – sono estremamente significative, sia per i professionisti ordinistici impegnati nella gestione della crisi di impresa, sia per la riuscita di alcuni nuovi istituti previsti dal Codice”.

Il numero uno della categoria, che è anche componente dell’Osservatorio permanente sulla crisi di impresa istituito presso il Ministero della Giustizia, sottolinea come “alcune delle novità contenute nello schema di correttivo sono state fortemente volute dai commercialisti, che hanno lavorato in accordo con il Consiglio nazionale forense, confrontandosi costantemente con il Ministro Carlo Nordio e con il Viceministro Francesco Paolo Sisto, che ringrazio per l’attenzione dimostrata nei confronti delle proposte migliorative da noi avanzate”.

“Decisamente apprezzabili – prosegue de Nuccio – le proposte di modifica all’art. 25-octeis in cui viene rivisto il meccanismo della segnalazione anticipata per l’emersione della crisi di impresa. In particolare, per quanto di più stretto interesse dei Commercialisti, il testo del decreto contiene la riformulazione, sollecitata da tempo dal Consiglio Nazionale, dell’art. 25-octies circostanziando in modo adeguato i termini della negligenza colpevole dell’organo di controllo attenuandola o escludendola laddove abbia effettuato la segnalazione, indicando altresì un termine, 60 giorni, e facendolo decorrere dalla effettiva conoscenza e non solo teorica conoscibilità”.

“Tra le modifiche previste anche quelle all’art. 356 del Codice. “L’albo dei Gestori diventerebbe elenco – ha sottolineato de Nuccio – con un riconoscimento delle prerogative degli Ordini professionali vigilati dal Ministero che, per definizione normativa, sovrintendono alla gestione degli albi. Si differenziano così i professionisti ordinistici da quanti non lo sono: per loro verrebbe finalmente meno l’obbligo del tirocinio attualmente previsto nel testo vigente”, con relativa riduzione degli obblighi di aggiornamento.

Altra novità fortemente sollecitata dai commercialisti è quella che riguarda la composizione negoziata. Il Codice della crisi dovrebbe essere integrato con una nuova disposizione recante la disciplina di accordi transattivi per crediti tributari o contributivi. “Trattandosi di un accordo di natura privatistica che viene validato dal tribunale con i creditori pubblici – ha commentato -, si confida nella novità per favorire la diffusione della composizione negoziata e la riuscita delle trattative nei casi in cui l’indebitamento principale sia verso l’Erario. Avremmo finalmente uno strumento, fortemente sostenuto da me e dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, di accordo con i creditori qualificati”.



 

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