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Pignoramento pensione: non si può più aggirare il minimo vitale. Quando il creditore può pignorare un quinto dell’intero assegno?

La recente riforma in materia di pignoramento, entrata in vigore il 22 settembre 2022, ha stabilito che le pensioni fino a mille euro non possono mai essere pignorate. È il cosiddetto “minimo vitale” che è sempre impignorabile. Per quelle superiori invece il pignoramento può avvenire entro massimo un quinto, calcolato però solo sulla parte della pensione che eccede il doppio della misura dell’assegno sociale.

Il creditore può pignorare la pensione direttamente all’Inps, prima ciò che venga erogata al pensionato, o presso la banca o le Poste, dopo quindi che è stata accreditata sul conto. In molti si chiedono se c’è una differenza, in termini di somme pignorabili, tra la prima e la seconda opzione. Non è una domanda peregrina: difatti un tempo la legge prevedeva il divieto di pignorare il cosiddetto “minimo vitale” solo quando la procedura veniva effettuata presso l’Inps. Cosa cambia oggi?

Cosa si rischia se si accredita la pensione in banca? Cerchiamo di comprenderlo qui di seguito.

Pignoramento della pensione: come avviene?

Ci sono due modi per pignorare la pensione:

  • presso l’Inps;
  • in banca.

Ciascuna di queste due modalità è soggetta a regole diverse che richiedono una differente trattazione.

Limiti al pignoramento della pensione presso l’Inps

Il creditore può decidere di pignorare la pensione direttamente presso l’Inps, prima cioè che l’assegno:

  • venga accreditato sul conto del debitore (versamento obbligatorio per pensioni da mille euro a salire);
  • oppure ritirato in contanti (opzione che può esercitare solo chi ha una pensione inferiore a mille euro).

In tal caso il creditore può pignorare un quinto, dopo aver detratto il cosiddetto “minimo vitale”. Ma

a quanto ammonta il minimo vitale? Il minimo vitale si ottiene attraverso una semplice operazione matematica: si prende a riferimento l’importo dell’assegno sociale, annualmente determinato dall’Inps, e lo si moltiplica per due.

Facciamo un esempio. Per il 2024, l’assegno sociale è pari a 503,27. Il doppio è quindi pari a 1.006,54. Dunque una pensione fino a questo importo è totalmente impignorabile. Il debitore quindi non rischia nulla, sempre che il pignoramento venga eseguito presso l’Inps.

Una pensione di 1.200 euro può invece essere pignorata per un quinto ma applicato solo alla differenza tra 1.200 e 1.006,54 (il minimo vitale). Quindi il creditore può pignorare un quinto di 193,46 euro.

In ogni caso – specifica la legge – il minimo vitale non può mai essere inferiore a mille euro.

Limiti al pignoramento della pensione sul conto corrente

Le regole non cambiano se la pensione viene pignorata dopo che è stata accreditata in banca. Sicché:

  • le somme che si trovano già depositate sul conto alla data di notifica del pignoramento possono essere pignorate solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale;
  • le mensilità che verranno erogate mensilmente dall’Inps potranno essere pignorate entro massimo un quinto, ma pur sempre sull’importo da cui è stato detratto il minimo vitale (proprio come avviene quando il pignoramento è effettuato presso l’Inps);
  • la prima pensione, quella accreditata subito dopo il pignoramento, non è mai pignorabile.

Facciamo un altro esempio. Ipotizziamo il caso di un pensionato con una pensione di 1.400 euro. Sul conto corrente ha 2.000 euro quando riceve l’atto di pignoramento.

Abbiamo detto che il pignoramento dei risparmi in banca può riguardare solo la parte che eccede l’assegno sociale moltiplicato 3 ossia, per il 2024, 1.509,81. Dunque il creditore potrà:

  • quanto alle somme che sono depositate in banca, prelevare solo 490,19;
  • quanto alle pensioni successivamente accreditate, pignorare un quinto dell’eccedenza del triplo dell’assegno sociale (1.400 – (503,27×2)).

Chi sceglie il tipo di pignoramento?

La scelta del tipo di pignoramento da intraprendere è rimessa al creditore. Questi può quindi optare per il pignoramento della pensione presso l’Inps o presso il conto corrente. Come visto però non c’è alcuna differenza sulle somme pignorabili. In entrambi i casi va sempre lasciato al pensionato il minimo vitale.

Si può evitare il pignoramento della pensione?

Per evitare il pignoramento della pensione c’è chi rilascia una cambiale a una persona compiacente consentendo che questa, in ragione di tale credito simulato, intraprenda un pignoramento del quinto della propria pensione. In tal modo, il successivo creditore (quello vero) si porrà “in accodo”: si potrà cioè soddisfare solo dopo che il primo creditore (quello falso) è stato integralmente soddisfatto con il pignoramento del quinto.

Un secondo modo è quello di chiedere alla banca l’apertura di un fido e lasciare il conto al di sotto di tale affidamento. Tale soluzione però risulta molto costosa perché gli interessi passivi sono elevati.

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