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Quali sono le novità sui pignoramenti che entreranno davvero nel vivo nel 2024? Sono diverse le novità sui pignoramenti approvate e avviate ma che entreranno pienamente in vigore e nel vivo solo nel 2024, velocizzando ma anche rendendo più semplici, lì dove possibile, le procedure di pignoramento. Vediamo quali sono allora le novità previste. 

  • Entrano nel vivo nel 2024 le modifiche per pignoramento presso terzi
  • Nuovi controlli informatici per pignoramenti diretti 2024
  • Quali sono le novità sui pignoramenti 2024 immobiliari che entrano nel vivo


Entrano nel vivo nel 2024 le modifiche per pignoramento presso terzi

Le prime novità sui pignoramenti pronte ad entrare nel vivo nel 2024 sono quelle relative al pignoramento presso terzi, procedura che permette ad un creditore di procedere al recupero dei crediti presso il debitore ma in possesso di un altro soggetto. Il pignoramento presso terzi può interessare soldi, case o altri beni e, per legge, coinvolge tre soggetti (creditore procedente, parte attiva in senso sostanziale e processuale, debitore esecutato, parte passiva in senso sostanziale e processuale, terzo pignorato, parte solo in senso processuale).

Da giugno 2022, il pignoramento presso terzi deve essere notificato al debitore iniziale del titolo esecutivo e dell’atto di precetto e la notifica può essere effettuata dall’avvocato anche a mezzo Pec, posta elettronica certificata, o tramite Ufficiale Giudiziario. Le nuove procedure per il pignoramento presso terzi sono, dunque, a carico del difensore del creditore ed è sempre necessario notificare l’avvenuta iscrizione a ruolo sia al debitore esecutato che al terzo pignorato.

Modificate anche le competenze del pignoramento presso terzi, per cui per il pignoramento di beni mobili presso terzi, la competenza è del giudice (dunque il Tribunale) del luogo in cui si trovano i beni, mentre per il pignoramento di crediti la competenza è del giudice (quindi il Tribunale) del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

L’unica eccezione in tal senso è rappresentata dal caso in cui il debitore è una pubblica amministrazione: la competenza, infatti, è del Tribunale del luogo in cui il terzo ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

Nuovi controlli informatici per pignoramenti diretti 2024

Entrano nel vivo i funzionamenti dei nuovi sistemi informatici di controllo che precedono l’avvio effettivo di un pignoramento. Con l’approvazione della riforma Cartabia, è stato modificato il processo esecutivo per i pignoramenti con il nuovo sistema di ricerca telematica di beni e crediti da pignorare, basato sull’incrocio di tutti i dati in possesso delle diverse banche dati per permettere agli ufficiali giudiziari di accedere alle banche dati dell’amministrazione finanziaria e conoscere tramite ricerca telematica i beni da pignorare.

Per migliorare e potenziare la procedura di pignoramento dei conti correnti, l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà avere accesso diretto alle informazioni sulle somme presenti sui conti correnti di ogni contribuente debitore in modo da procedere in maniera certa all’invio alla banca di un ordine di pagamento.

Con i nuovi sistemi di controllo al via e forme di cooperazione informatica a partire dalla fase propedeutica a quella di avvio della procedura esecutiva ufficiale, l’agente della riscossione può, dunque, consultare tutte le informazioni tramite l’archivio dei rapporti finanziari.

Se sono presenti soldi sul conto, può notificare l’ordine di pagamento. La notifica deve arrivare anche al debitore entro massimo trenta giorni dalla notifica. Pena la nullità dello stesso pignoramento. Se, invece, il saldo del conto corrente da pignorare risulta nullo o negativo, si agisce sulle entrate successive.

Quali sono le novità sui pignoramenti 2024 immobiliari che entrano nel vivo

Ulteriori novità sui pignoramenti che entrano nel vivo nel 2024 riguardano i pignoramenti immobiliari. La Corte di Cassazione ha, infatti, già stabilito qualche mese fa che, se un contratto bancario prevede clausole vessatorie e abusive, il debitore può opporsi al pignoramento immobiliare anche se sono scaduti i termini per l’opposizione, facendo diventare il decreto ingiuntivo definitivo. 

Per procedere con l’opposizione anche oltre la scadenza dei termini, è necessario che il debitore sia un consumatore, che il contratto bancario riporti almeno una clausola vessatoria e che l’asta giudiziaria non si sia conclusa con l’assegnazione dell’immobile. 

Inoltre, per decidere se effettivamente una casa può essere all’asta o essere riacquisita dal debitore, il giudice deve valutare prima se il decreto ingiuntivo è stato emesso sulla base di clausole abusive contrarie ai diritti del consumatore.


 

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