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La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39, recante misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119 e 119-ter del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, altre misure urgenti in materia fiscale e connesse a eventi eccezionali, nonché relative all’amministrazione finanziaria (approvato dal Senato).

Il nuovo volto delle agevolazioni fiscali edilizie con l’emendamento spalmacrediti Superbonus

Il decreto legislativo introduce una serie di disposizioni normative finalizzate a stringere i criteri di accesso ai cosiddetti “bonus edilizi”, con l’intento di ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie e prevenire fenomeni di abuso nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni. Tra le novità di maggiore rilievo, si segnala la revoca delle opzioni residuate per la cessione dei crediti fiscali, una manovra che denota una chiara volontà di limitare la liquidità di tali incentivi nel mercato secondario.

In particolare, la normativa revisiona il regime di detrazione delle spese per interventi edilizi: per i lavori effettuati nel corso dell’anno 2024, si introduce l’obbligo di distribuire le detrazioni fiscali su un arco temporale decennale. Tale disposizione incide direttamente su incentivi di grande impatto come il superbonus 110%, il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il sismabonus e il sismabonus acquisti.

Durante la fase di conversione del decreto in legge, il Parlamento ha implementato ulteriori vincoli, inserendo un divieto specifico sul trasferimento a terzi delle tranche di credito non ancora utilizzate. Questa restrizione, che abbraccia non solo il superbonus ma estende il suo ambito anche ai bonus di entità inferiore precedentemente trasferibili con minori restrizioni, manifesta una strategia legislativa di inasprimento delle condizioni di fruibilità dei vantaggi fiscali nel settore edilizio.

Le modifiche apportate rappresentano un’espressione concreta dell’intento governativo di esercitare un controllo più rigoroso sull’intero sistema di incentivi edilizi. Con l’entrata in vigore di questa normativa, si inaugura una fase di rinnovamento nel panorama delle costruzioni e ristrutturazioni in Italia, che necessiterà di essere attentamente coordinata con l’imminente implementazione della Direttiva Casa Green, mirante a promuovere pratiche abitative più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Tale contesto normativo, dunque, si configura come una componente essenziale della più ampia strategia di rigenerazione urbana e di transizione ecologica promossa dalle autorità competenti.

Il decreto, fortemente voluto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, mira  a salvaguardare i conti pubblici, è stata approvata nonostante le resistenze di Forza Italia, contraria alla retroattività della norma.

Emendamento spalmacrediti Superbonus: introduzione della norma

Secondo la nuova norma:

  • le detrazioni Irpef per il Superbonus maturate dal 1° gennaio 2024 dovranno essere recuperate in 10 anni anziché in 4;
  • le detrazioni Irpef per Sismabonus e bonus barriere architettoniche maturate dal 1° gennaio 2024 verranno recuperate in 10 anni anziché in 5;
  • rimane invariata la norma per chi nel 2024 ha usufruito dei bonus edilizi tramite cessione del credito e sconto in fattura: i crediti derivanti dal Superbonus continueranno a essere compensati in 4 anni, mentre quelli relativi a Sismabonus e bonus barriere architettoniche in 5 anni.

L’emendamento spalmacrediti del Governo solleva numerose criticità, relative a Superbonus e non solo, e che richiedono un’attenta riflessione. Siamo di fronte alla trentaduesima variazione normativa, generando diverse preoccupazioni tra i professionisti del settore che hanno rilevato le seguenti criticità:

  • la retroattività della misura compromette il principio del legittimo affidamento dei cittadini nei confronti dello Stato. Gli interventi retroattivi alterano accordi già stabiliti tra le parti, creando il rischio di contenziosi tra condomini e imprese. Questo cambiamento imposto dallo Stato potrebbe destabilizzare accordi preesistenti, aumentando il rischio di dispute legali.
  • un’altra questione rilevante riguarda gli intermediari finanziari. La nuova normativa impedisce la compensazione dei crediti del Superbonus con debiti previdenziali, creando potenziali difficoltà di capienza per alcune imprese. Questo potrebbe mettere in crisi il sistema di gestione dei crediti fiscali, rendendo più complicata la sostenibilità finanziaria per molti operatori del settore edilizio.
  • dal 2028 al 2033, l’agevolazione per la ristrutturazione edilizia scenderà dal 36% al 30%. Questo cambiamento solleva un’importante questione: come raggiungere l’ambizioso obiettivo della decarbonizzazione entro il 2050? Senza meccanismi agevolativi adeguati, sia statali che europei, raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione sarà estremamente difficile.

Dai dati ENEA emerge una drastica riduzione dei lavori ad aprile

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Enea, il mese di aprile ha visto una drastica riduzione dei lavori incentivati dal Superbonus, registrando investimenti per circa 350 milioni di euro, un crollo significativo rispetto ai quasi 6 miliardi del mese precedente. Dopo un periodo di crescita frenetica, lo sconto fiscale torna a livelli più ordinari e sostenibili per le finanze dello Stato, segnando un’inversione di tendenza importante.

La nuova normativa ha portato a una diminuzione drastica dei nuovi cantieri, con appena 1.063 progetti registrati per un totale di 344 milioni di euro in nuovi investimenti. Gli investimenti conclusi valgono poco più di 380 milioni di euro, con detrazioni maturate pari a circa 400 milioni. Questi numeri sono una frazione rispetto ai 5,7 miliardi di euro in nuovi investimenti e ai 7,8 miliardi in detrazioni maturate registrati a marzo, con oltre 13mila nuovi cantieri avviati.

Questo crollo è significativo perché i dati di aprile sono i primi a non essere influenzati dall’ondata di fine 2023. Dal mese di aprile, infatti, i numeri riflettono l’applicazione dello sconto ridotto al 70%, riportando il Superbonus a livelli più gestibili.

I cambiamenti in arrivo per le ristrutturazioni edilizie con l’emendamento spalmacrediti Superbonus

L’emendamento governativo delinea anche un nuovo futuro del bonus casa Irpef per interventi di ristrutturazione edilizia. Attualmente, la detrazione è permanente e offre un’aliquota agevolativa ordinaria del 36% su un tetto massimo di spesa detraibile di 48.000 euro per unità immobiliare.

In seguito agli interventi legislativi, legge di Bilancio 2022, per le spese documentate sostenute fino al 31 dicembre 2024, la detrazione è stata incrementata al 50%, su un ammontare massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025, salvo proroghe che appaiono improbabili alla luce dell’emendamento, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36%.

L’emendamento presentato dal Governo prevede ulteriori cambiamenti:

  • per le spese agevolate sostenute dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2033, l’aliquota di detrazione sarà ridotta al 30%.
  • Non ci saranno modifiche al tetto massimo di spesa ammissibile, che rimarrà fissato a 48.000 euro anche per questo periodo.

Le ulteriori novità introdotte

Tra le altre novità introdotte dalla  normativa segnaliamo un rigoroso divieto riguardante la cessione delle rate residue dei bonus edilizi, entrato in vigore con il nuovo decreto. È espressamente preclusa la possibilità di trasferire a terzi le rate di credito non ancora utilizzate relative al superbonus e ad altri incentivi fiscali minori, quali il bonus IRPEF per ristrutturazioni edilizie, l’ecobonus, il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il sismabonus e il sismabonus acquisti.

Questa disposizione normativa rappresenta un inasprimento significativo delle politiche di flessibilità finanziaria precedentemente vigenti, finalizzato a rafforzare il controllo sull’assegnazione e l’utilizzo degli incentivi ed a prevenire possibili speculazioni o abusi nel sistema fiscale del settore edilizio.

Parallelamente, viene potenziata l’attività di vigilanza e controllo a livello comunale. In virtù delle nuove disposizioni, i Comuni, attraverso gli uffici di edilizia, sono tenuti a svolgere un ruolo attivo nella supervisione delle operazioni incentivabili. Qualora venga accertato che gli interventi non sono stati realizzati o sono stati eseguiti solo parzialmente, è dovere degli uffici comunali segnalare tali irregolarità alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

Un ulteriore incentivo alla diligenza e al rigore in queste operazioni di controllo è introdotto attraverso la norma che assegna ai Comuni il diritto di ricevere il 50% delle somme eventualmente recuperate a seguito delle irregolarità segnalate. Questo meccanismo premiale è inteso a stimolare un maggiore impegno da parte delle autorità locali nel monitoraggio e nella segnalazione di abusi o irregolarità nell’uso dei bonus fiscali per l’edilizia, contribuendo efficacemente al contrasto dell’evasione fiscale nel settore.

Articolo del 15 maggio, aggiornato il 23 maggio 2024

 

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