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La recente sentenza della Corte di Cassazione segna un punto di svolta: ecco quando è possibile opporsi al pignoramento.

Secondo la normativa italiana, l’atto giudiziario attraverso cui un creditore espropria in modo forzato un bene (ad esempio, un’abitazione) che viene posseduto da un debitore insolvente è definito pignoramento immobiliare. Nello specifico e diversamente dall’opinione comune, la cosiddetta prima casa non è esclusa dal pignoramento in caso siano in essere debiti di tipo privato, ovvero quelli nei confronti della banche, di aziende o persone fisiche.

Entrando maggiormente nello specifico, quali sono i soggetti che possono procedere con il pignoramento di un bene immobile? L’abitazione può essere messa sotto esproprio forzato solamente da soggetti privati – come ad esempio, le fondazioni bancarie o gli istituti di credito, le imprese o altri soggetti singoli – oppure l’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, esistono dei momenti in cui non è possibile procedere con il pignoramento della casa. Ma quali sono questi casi?

Pignoramento: la sentenza di Cassazione cambia tutto

Si possono verificare alcune situazioni che possono bloccare l’Agenzia delle Entrate dalla possibilità di proseguire con l’atto di esproprio e, dunque, con il pignoramento di una prima casa. In particolare, qualora l’immobile sia l’unica casa di proprietà del debitore oppure sia accatastato come abitazione civile e non sia considerabile come bene di lusso, allora il pignoramento può essere bloccato. Tuttavia, una recente sentenza della corte di Cassazione a modificare il processo di pignoramento.

La sentenza della Cassazione blocca il pignoramento: ecco come fare (designmag.it)

Recentemente, la corte di Cassazione si è pronunciata con una sentenza nei confronti del pignoramento. Ma in che cosa consiste il principio stabilito dalla Cassazione? Nello specifico, la Cassazione ha dichiarato che se nel contratto bancario sono contenute alcune clausole specifiche, il debitore potrà rifiutarsi ed opporsi al processodi pignoramento di un bene immobiliare. Ma di quale tipo devono essere queste clausole? La sentenza sottolinea che se l’istituto bancario inserisce alcune clausole vessatorie, allora il proprietario debitore può opporsi al pignoramento immobiliare.

La recente sentenza della corte di Cassazione si basa sulle ultime decisioni che la corte di Giustizia dell’Unione Europea ha preso in difesa e in tutela dei consumatori. Dunque, nella sostanza, qual è il processo per opporsi la pignoramento del proprio immobile? Prima di tutto, dopo aver verificato l’effittiva presenza di clausole vessatorie, il debitore deve necessariamente essere un consumatore. Infine, l’asta giudiziaria per la messa in vendita forzata dell’immobile pignorato non si deve essere ancora conclusa.

Dunque, solamente a questo punto, il consumatore debitore iniziare un procedimento giudiziario per appellarsi e opporsi al pignoramento immobiliare. Successivamente, sarà un giudice che analizzerà la legittimità o meno del contratto tra i debitore e la banca. Nel caso in cui si verificherà la presenza di una clausola abusiva, allora il pignoramento potrà essere bloccato e fermato immediatamente e definitivamente. La banca sarà costretta a restituire la proprietà dell’immobile a proprietario.

 

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