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Il pignoramento della casa è un incubo in cui nessuno vorrebbe finire, ma purtroppo le banche spesso non si comportano in maniera trasparente.

Acquistare una casa, magari accendendo un mutuo con la banca, può rivelarsi un’esperienza traumatica. Sono molti i motivi per cui si rischia di perdere tutto, ma non sempre è colpa di chi ha chiesto e ottenuto un finanziamento.

Le banche, si sa, tendono a fare i loro interessi, e non è un mistero. Adesso però qualcosa sta cambiando e i cittadini hanno più mezzi per difendersi dai comportamenti disonesti degli istituti bancari.

Attenzione, oggi puoi evitare il pignoramento della casa, lo dice una sentenza della Cassazione

Non è un mistero che quando si accende un mutuo si vanno a firmare pagine intere di fogli e spesso non si capisce bene quali clausole mettiamo in essere.

Una recente sentenza della Cassazione dà un’arma in più ai cittadini per difendersi dalle banche – Designmag.it

Il cittadino ha il dovere di informarsi adeguatamente quando stipula un contratto, ma è anche vero che chi propone il contratto deve spiegare bene tutto ciò che comporta. Quando non avviene, la parte che pensa di aver subito un torto può fare ricorso. Accade anche con le banche, quando nei contratti di mutuo inseriscono le cosiddette “clausole vessatorie”.

Per clausole vessatorie si intendono diverse opzioni di cui spesso il firmatario non è a conoscenza, o che sono state spiegate poco chiaramente. Per fare qualche esempio, siamo di fronte a clausole vessatorie quando:

  • il tasso di interesse applicato è molto più alto rispetto a quello offerto da altre banche;
  • il tasso di interesse varia nel tempo in modo poco trasparente, rendendo difficile calcolare gli effettivi costi del finanziamento;
  • costi di commissione nascosti o troppo alti;
  • modifiche unilaterali al contratto;
  • clausole di compensazione automatica che danno diritto alla banca di trattenere automaticamente somme di denaro dal conto corrente.

In tutti questi casi, il cliente della banca può andare incontro a difficoltà finanziarie che poi innescano il decreto ingiuntivo che va ad attivare il pignoramento della casa. Da ricordare è che se entro 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo il soggetto non si oppone, la misura diventa effettiva e irreversibile.

Ma da ora in avanti il cittadino ha un’arma per difendersi: con una recente sentenza, la n. 9479/23 delle Sezioni Unite Civili della Cassazione, si è infatti stabilito che “anche il decreto ingiuntivo divenuto definitivo per non essere stato opposto può comunque essere contestato a esecuzione forzata già in corso”.

Se il cittadino ha individuato clausole vessatorie nel contratto di mutuo, dunque, può opporsi al pignoramento della casa anche quando l’atto è divenuto definitivo. Una sentenza dunque che dà speranza a tutti coloro che rischiano di perdere l’immobile per i comportamenti scorretti delle banche.

 

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