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È possibile il pignoramento della carta Revolut? Scopriamolo insieme.

Nell’articolo di oggi vi spiegheremo se è possibile o meno il pignoramento della carta Revolut e in generale come funziona il pignoramento del conto corrente (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente è un procedimento legale in cui un creditore, attraverso un ordine emesso dal giudice, può richiedere il sequestro e il blocco delle somme presenti sul conto corrente del debitore per saldare un debito pendente nei suoi confronti.

Questa azione legale è intrapresa dal creditore quando il debitore non ha ottemperato al pagamento del debito nonostante sollecitazioni e richieste di regolamento. Tale procedura può essere avviata per vari tipi di debiti, inclusi quelli contratti con banche, istituti finanziari, enti pubblici o fornitori di servizi.

È importante notare che il pignoramento del conto corrente è regolato da precise normative e limiti al fine di tutelare il debitore da situazioni di grave difficoltà finanziaria.

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È possibile il pignoramento della carta Revolut?

La carta Revolut è una prepagata dotata di IBAN, che si può ottenere gratuitamente. In poche parole è uno strumento finanziario che consente agli utenti di gestire denaro in diversi modi, tra cui pagamenti, trasferimenti e prelievi.

Tuttavia, sebbene sia una carta prepagata, le somme presenti sulla carta Revolut possono essere oggetto di pignoramento proprio come avviene per qualsiasi altro deposito in un conto corrente.

Anche i limiti di pignoramento delle somme presenti sulla carta Revolut sono gli stessi di un qualsiasi conto corrente bancario o postale, vediamo perciò quali sono.

Quali sono i limiti di pignoramento del conto corrente nel 2023?

Quando si avvia un processo di pignoramento del conto corrente, sono definiti dei limiti alla somma che può essere espropriata, come indicato dall’articolo 545 del Codice di procedura civile.

Innanzitutto, esiste una normativa che regola il pignoramento del saldo presente sul conto, incluse carte prepagata come la Revolut, imponendo delle restrizioni sull’importo che può essere sottratto.

La legge stabilisce, infatti, che non sia possibile pignorare dal saldo del conto una somma pari a tre volte l’assegno sociale.

Nel 2023 l’assegno sociale ammonta a 503,27 euro, dunque il limite per il pignoramento è di 1.509,81 euro. Qualsiasi importo eccedente questa cifra può essere soggetto a pignoramento in caso di procedura di esecuzione forzata.

Esempio pratico di applicazione del limite di pignoramento

Immaginiamo che un individuo riceva un avviso di pignoramento del suo conto corrente bancario a causa di un debito insoluto con un creditore e che, al momento dell’avviso, il saldo del conto sia di 2.000 euro.

Di conseguenza, una parte di questa somma sarà prelevata e destinata al creditore per liquidare il debito. Poiché 1.509,81 euro rappresentano la quantità non pignorabile in base alla legge, dei 2.000 euro presenti, soltanto 490,19 euro (calcolati come 2.000 euro – 1.509,81 euro) saranno trasferiti al creditore.

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In foto, lo screen dell’articolo 545 del Codice di procedura civile.

Quali crediti non possono essere pignorati?

L’articolo 545 del Codice di procedura civile determina le circostanze in cui, durante un procedimento di pignoramento presso terzi, come nel caso di un conto corrente, alcuni crediti, come ad esempio sussidi e aiuti statali, non sono soggetti a pignoramento.

In particolare, qui è presentato l’elenco dei crediti che non possono essere sottoposti a pignoramento:

  • Crediti alimentari, tranne che per cause di alimenti, e sempre con l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato e per la parte dal medesimo determinata mediante decreto.
  • Crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.
  • Somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato. Tali somme possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito.
  • Il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause indicate precedentemente non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle somme predette.
  • Somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente

Posso riattivare il pignoramento del conto corrente se successivamente deposito fondi sul conto?

Se il saldo del conto corrente è vuoto o in negativo, i fondi non vengono bloccati. Tuttavia, eventuali depositi successivi potrebbero essere soggetti a pignoramento, ciò dipende se si è chiuso o meno il procedimento di pignoramento avviato.

Quali sono le alternative al pignoramento del conto corrente vuoto?

Se il conto corrente è vuoto e ci sono in difficoltà finanziarie, è consigliabile cercare assistenza da parte di un consulente finanziario o di un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni. Possono esaminare le opzioni e consigliare sulle alternative al pignoramento, come la negoziazione del debito o l’elaborazione di un piano di rimborso.

Ci sono altre conseguenze se il mio conto corrente è vuoto durante una procedura di pignoramento?

Se il conto corrente è vuoto, non ci saranno conseguenze dirette legate al pignoramento. Tuttavia, è importante affrontare la situazione debitoria e cercare soluzioni per gestire il debito in modo adeguato.

Chi può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente?

Un creditore che ha un credito non soddisfatto nei confronti di un debitore può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente. Questo avviene generalmente attraverso un’azione legale o tramite un avvocato.

Posso impedire il pignoramento del mio conto corrente?

È possibile evitare il pignoramento del conto corrente attraverso diverse opzioni. Ad esempio, il pagamento del debito in modo tempestivo, la negoziazione con il creditore per un piano di pagamento rateale, la ricerca di assistenza da un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni.

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