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La ZES (Zona Economica Speciale) Unica Mezzogiorno istituita dal 1° gennaio per far crescere il sistema produttivo del Sud Italia semplifica la burocrazia e prevede agevolazioni per le imprese. A beneficiare di queste ultime però saranno pochissime aziende. I criteri di selezione per fruire del credito di imposta sugli investimenti ne escludono la maggior parte come previsto dal decreto del 17 maggio che disciplina la distribuzione dei fondi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi.  

Perché la ZES Unica Mezzogiorno penalizza le pmi?

L’obiettivo della ZES Unica è quello di far aumentare le dimensioni delle aziende del Sud Italia per ridurre il divario con il resto del Paese. A tal fine è applicato lo strumento del tax credit che è una sorta di compensazione con quanto l’imprenditore dovrebbe versare al Fisco a titolo di imposte. Una detassazione di cui godranno pochissime aziende meridionali. Perché? Non potranno richiedere di accedere alla misura le imprese in crisi e quelle che nel 2024 hanno fatto nuovi investimenti per cifre inferiori ai 200mila euro. Essendo il tessuto produttivo italiano per il 99,4% composto da micro e piccole imprese è facile immaginare come questo strumento non produrrà gli effetti sperati.

Come funziona il tax credit

Nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia le imprese che hanno investito per potenziare la produzione potranno godere di uno sconto sulle tasse da pagare. La richiesta però dovrà essere inoltrata tra il 12 giugno e il 12 luglio 2024 all’Agenzia delle Entrate. Nel modello F24, telematicamente, saranno comunicati i costi sostenuti o che si prevede graveranno sui bilanci nell’anno in corso. L’ammontare della cifra sarà stabilito in base a quanto ha impiegato l’impresa per innovare l’attività dal 1° gennaio al 15 novembre 2024. 

Il bonus ZES che promuove le assunzioni

Il tax credit non va però confuso con il Bonus ZES previsto dal Decreto Coesione, meglio noto come Decreto Primo Maggio. Questo sussidio infatti esonera gli imprenditori dal versamento del 100% dei contributi, per i prossimi 30 mesi, nel caso di nuove assunzioni di personale (non dirigenziale) con contratto a tempo indeterminato firmato tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. Applicabile solo per i lavoratori che operano nella ZES Unica Mezzogiorno rivelerà la propria efficacia solo a partire dal prossimo anno quando sarà possibile stimare quanto abbia influito nel creare occupazione.   ©

📸 Credits: Canva    



 

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