Torna il Bonus Colonnine, l’incentivo statale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che copre fino all’80% della spesa per l’acquisto e la posa in opera di wallbox e punti di ricarica domestici in Modo 3 per auto elettriche e ibride plug-in. Per il 2026 la dotazione finanziaria complessiva è di 15 milioni di euro (composta da 10 milioni di residui 2025 e 5 milioni per la nuova annualità).
La misura conta su uno stanziamento complessivo di 68 milioni di euro fino al 2030, così ripartiti:
- 2026: 15 milioni di euro complessivi (10 milioni da residui 2025 + 5 milioni per l’anno 2026);
- 2027, 2028 e 2029: 15 milioni di euro all’anno;
- 2030: 8 milioni di euro.
Quando è possibile richiedere il bonus
Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027 per le installazioni completate tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026,
Bonus per privati e condomini
Il bonus colonnine elettriche per privati e condomini è disponibile per i prossimi quattro anni, con una dotazione finanziaria prevista fino al 2030. Come nelle precedenti edizioni dal 2022 al 2025, si tratta di un incentivo a fondo perduto per l’acquisto e installazione di una wallbox privata (ricarica MODO 3) o di un sistema di ricarica condominiale con potenza massima di 22 kW trifase.
Il contributo copre l’80% delle spese ammissibili, fino a un rimborso massimo erogabile di:
- 1.500 euro, nel caso di contributo richiesto da una persona fisica che si raggiunge con una spesa di 1.875 euro.
- 8.000 euro, nel caso di contributo richiesto da un condominio.
I contributi sono concessi attraverso due distinti bandi, in base all’annualità di realizzazione dell’investimento. Il bonus colonnine viene erogato sotto forma di rimborso, tramite bonifico sul conto corrente del contribuente o del condominio.
Spese ammissibili
Per l’installazione di una wallbox sono ammesse al contributo le seguenti spese, a condizione che siano effettuate con pagamento tracciabile:
- Acquisto e messa in opera delle infrastrutture di ricarica, comprese, ove necessarie, le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie e gli impianti e dispositivi per il monitoraggio;
- Spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
- Costi per la connessione alla rete elettrica, attraverso l’attivazione di un nuovo POD (Point of Delivery).
Non sono invece ammesse al contributo:
- le spese per imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere, compresa l’IVA;
- le spese per consulenze, ad eccezione di quelle previste dal decreto;
- le spese relative a terreni e immobili;
- le spese per l’acquisto di servizi diversi da quelli previsti dal decreto, anche se funzionali all’installazione;
- le spese relative alle autorizzazioni edilizie, alla costruzione e all’esercizio.
Requisiti per ottenere il contributo
Per essere ammesse al contributo, le infrastrutture di ricarica devono:
- essere nuove di fabbrica;
- avere una potenza standard;
- essere collocate in Italia e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari;
- essere realizzate a regola d’arte e dotate della dichiarazione di conformità prevista dal Decreto ministeriale n. 37/2008.
Sono inoltre previsti requisiti differenti in base al soggetto che richiede il contributo:
- per le persone fisiche, le infrastrutture devono essere a esclusivo uso privato e non accessibili al pubblico;
- per i condomini, le infrastrutture devono essere destinate all’utilizzo collettivo dei condomini e non accessibili al pubblico.
Come fare richiesta
Le domande devono essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma informatica di Invitalia, utilizzando SPID, CIE o CNS. Dopo aver effettuato l’accesso, è possibile compilare il modulo elettronico seguendo le istruzioni fornite. Ogni beneficiario, sia persona fisica sia condominio, può presentare una sola domanda.
Condizioni per presentare la domanda:
- utilizzare la piattaforma web di Invitalia a cui si accede tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS);
- accedere alla scrivania personale, dove si potrà scegliere l’incentivo per il quale presentare la domanda o chiedere maggiori informazioni tramite il servizio “Parla con me”;
- scegliere “Bonus colonnine domestiche” utilizzando l’apposito menu a discesa e compilare la domanda in ogni sua parte: è richiesto un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) attivo.
Una volta completata correttamente la procedura, il sistema rilascia una ricevuta di registrazione. Le domande vengono processate in ordine cronologico di presentazione.
Entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy emana un decreto che conferma l’assegnazione e l’erogazione dei contributi, sempre seguendo l’ordine cronologico delle domande ricevute. Successivamente, il contributo viene erogato tramite bonifico sul conto corrente del beneficiario.
Requisiti e procedura d’invio
- Invio telematico: domande da presentare esclusivamente online tramite la piattaforma dedicata.
- PEC Obbligatoria: Il richiedente deve possedere un indirizzo PEC valido e attivo per l’intera durata del procedimento.
- Limite domande: ciascun soggetto può presentare una sola domanda.
- Gestione errori (Improcedibilità): qualora la domanda risulti improcedibile, in deroga alle norme generali è consentita la presentazione di una sola ulteriore domanda entro i termini dello sportello.
Documentazione obbligatoria richiesta
- Persone Fisiche: documento d’identità, codice fiscale, fatture elettroniche in formato XML (o cartacee solo se il fornitore è esentato per legge), estratti conto/elenco movimenti timbrato che attesti il pagamento tracciabile (bonifico, SEPA, carta di credito/debito), Dichiarazione di Conformità (DM 37/2008) rilasciata dall’installatore e IBAN intestato al richiedente.
- Condomini: in aggiunta ai documenti di spesa e tecnici, sono richiesti il codice fiscale del condominio, i dati dell’amministratore (o condomino delegato fino a 8 partecipanti) e la delibera assembleare con attestazione di mancata impugnazione.
Controlli e revoca del bonus colonnine
Invitalia, in qualità di gestore della misura, effettua controlli a campione sulle richieste di contributo per verificare la veridicità delle dichiarazioni e della documentazione presentata. Inoltre può effettuare accertamenti, verifiche e ispezioni in loco. I beneficiari sono tenuti a consentire tali controlli, ispezioni e attività di monitoraggio.
In caso di dichiarazioni false o irregolarità nella documentazione, il contributo può essere revocato dal Ministero con un provvedimento motivato. In questo caso, il beneficiario è tenuto a restituire l’importo ricevuto entro 60 giorni dalla comunicazione.
Per maggiori informazioni
Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare Invitalia, che gestisce la misura per conto del Ministero:
- compilando il modulo online
- oppure telefonando al numero verde gratuito 800 77 53 97 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18).
Alle richieste di chiarimenti pervenute viene fornita una risposta attraverso le FAQ (risposte alle domande frequenti). Non verranno date risposte a quesiti relativi a casi specifici, ma solo a quelli aventi carattere generale relativi all’interpretazione delle disposizioni attuative.
Domande Frequenti sul Bonus Colonnine 2026
Il contributo copre l’80% delle spese ammissibili ed è riconosciuto fino a un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per i condomini. Il limite massimo per i privati si raggiunge con una spesa imponibile pari o superiore a 1.875 euro.
No, le imposte e le tasse di qualsiasi genere, inclusa l’IVA, sono espressamente escluse dalle spese ammissibili. Il contributo dell’80% si calcola esclusivamente sull’imponibile dei titoli di spesa presentati.
Le domande possono essere inviate online tramite la piattaforma Invitalia dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027. Sono ammissibili solo gli interventi con lavori completati tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026.
Servono documento d’identità, codice fiscale, fatture elettroniche in formato XML, estratti conto che attestino il pagamento tracciabile (bonifico bancario/SEPA, carta di credito o debito), dichiarazione di conformità dell’installatore (DM 37/08) e un indirizzo PEC attivo. Per i condomini occorrono anche delibera assembleare non impugnata e i dati dell’amministratore.
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