Approfondimento/Eco Sanfra, 4 giorni tra scienza, imprese e clima


La terza edizione entra nel vivo a Perugia dal 24 al 27 settembre con “Madre Terra”: oltre 30 ospiti e un programma diffuso che unisce spazio, suolo, finanza sostenibile, economia circolare, ricerca, cultura e comunità.

Eco Sanfra arriva al suo nucleo centrale a Perugia con quattro giorni che provano a spostare la sostenibilità dal terreno delle dichiarazioni a quello delle scelte concrete. La terza edizione del festival, dedicata a “Madre Terra”, si svolge nel capoluogo umbro dal 24 al 27 settembre, dopo la tappa di Spoleto e l’anteprima di Assisi del 18 settembre, e prima dell’appuntamento conclusivo di Terni del 2 ottobre. Il programma mette insieme scienza, imprese, finanza, agricoltura, città, cultura e diritti.

Il riferimento continua a essere il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. Dopo “Sorella Acqua” e “Fratello Sole”, Eco Sanfra sceglie “Madre Terra” come filo conduttore e la articola attorno a tre assi: Universo, Comunità e Suolo. La formula è quella di un festival itinerante e diffuso, organizzato da Eterìa ETS, Fattoria Creativa e Regusto, con appuntamenti distribuiti tra San Francesco al Prato, Fondazione Perugia, Centro Servizi Camerale Galeazzo Alessi, Complesso di San Pietro, Università per Stranieri, Teatro Morlacchi, Teatro Pavone e altri spazi del centro storico.

La prima giornata, giovedì 24 settembre, parte dallo spazio per tornare rapidamente ai problemi della Terra. L’astrofisica Edwige Pezzulli, comunicatrice scientifica e autrice di Superquark, tiene a San Francesco al Prato una lectio per le scuole sulla Terra vista dallo spazio, con la partecipazione del capitano Andrea Patassa, astronauta dell’Agenzia spaziale europea (ESA). Nella stessa mattina il programma entra nella nuova economia spaziale con il Cluster Aerospace Umbria e con il laboratorio internazionale CAOS, il Centro Applicazioni Onde gravitazionali e Sismologia nato dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, impegnato nello sviluppo di tecnologie per l’Einstein Telescope.

Lo spazio diventa anche una lente per discutere innovazione, industria e geopolitica. Nel pomeriggio il Progetto GAIA porta al Centro Servizi Camerale Galeazzo Alessi il tema dei sensori intelligenti, dei dati in tempo reale, dell’osservazione sismica urbana e del verde. Più tardi Emilio Cozzi, giornalista e divulgatore, dialoga con Patassa sulla geopolitica dello spazio. Sul versante urbano, il confronto “Abitare la Terra, senza consumarla” affronta la rigenerazione degli spazi esistenti come alternativa all’espansione continua delle città. La giornata comprende anche un panel sulla comunicazione ambientale e, in serata, lo spettacolo “Madre Patria – Dialoghi con Rudolf” di Mario Acampa, dedicato alla vicenda di Rudolf Nureyev.

Venerdì 25 settembre il baricentro si sposta verso il suolo, l’agricoltura e il capitale necessario alla transizione. Il panel sul carbon farming mette a confronto università, ricerca, organizzazioni agricole e progetti europei sul ruolo del carbonio organico nei terreni, sulle regole di certificazione e sulle possibili ricadute per le imprese agricole. È uno dei punti economicamente più interessanti del programma, perché porta la discussione fuori dalla contrapposizione astratta tra ambiente e produzione: la qualità del suolo diventa insieme tema climatico, agricolo e potenziale fattore di valore.

Nella stessa giornata arriva a Perugia Sarah Finch, vincitrice del Goldman Environmental Prize 2026, per un dialogo con Angelica De Vito, consulente delle Nazioni Unite sui migranti climatici, su giustizia ambientale, diritti e partecipazione delle comunità. Il programma affianca a questo confronto quello sulla finanza etica e sostenibile, con esponenti del Forum per la Finanza Sostenibile, Fondazione Banca Etica, Banca Generali e mondo dell’impresa. La domanda di fondo riguarda il modo in cui capitali, credito e investimenti possono orientare la transizione, un tema che tocca anche le piccole e medie imprese chiamate a confrontarsi con criteri ESG, filiere e rendicontazione.

Il 25 settembre c’è anche l’acqua, affrontata con cinema e ricerca. Al Complesso di San Pietro la piattaforma “Let’s Talk About Water” propone il documentario Dry Sicily e un confronto con Chiara Biscarini, professoressa ordinaria di Ingegneria idraulica e copresidente della Cattedra UNESCO sulla gestione delle risorse idriche dell’Università per Stranieri di Perugia, e Miguel Doria, coordinatore del World Water Assessment Programme dell’UNESCO. La giornata si chiude al Teatro Morlacchi con la lectio di Stefano Mancuso, studioso del mondo vegetale, chiamato a mettere in relazione piante, ambiente e capacità di adattamento con il percorso francescano scelto dal festival.

Sabato 26 settembre la sostenibilità entra più direttamente nei processi economici. La Camera di Commercio dell’Umbria concentra al Centro Servizi Galeazzo Alessi due appuntamenti. Il primo, alle 10.30, è dedicato ai criteri ESG — ambientali, sociali e di buona governance — e agli strumenti per formare, sensibilizzare e misurare la sostenibilità delle imprese. Intervengono, tra gli altri, Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Maria Laura Ficola, specialista in Diritto dell’Unione europea, Andrea Meucci, presidente della Commissione Sviluppo sostenibile dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Perugia, e Francesco Cinti, responsabile del Servizio Green Deal e Transizione ecologica di ARPA Umbria.

Il secondo appuntamento camerale, alle 18, riguarda economia circolare e sviluppo economico. Al centro c’è il passaggio dallo scarto alla risorsa e la possibilità di trasformare gestione dei rifiuti, recupero di materia e innovazione dei processi in fattori di competitività. Sono annunciati Giuseppe Rossi, direttore dell’Autorità umbra rifiuti e idrico (AURI), Federico Sisti, Alfonso Morelli, direttore generale di ARPA Umbria, e Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). È uno dei punti in cui Eco Sanfra parla più direttamente al sistema produttivo regionale: sostenibilità come costi, processi, misurazioni, norme e nuovi modelli di business.

La stessa giornata dedica spazio ai dieci anni della legge 166 del 2016, la legge Gadda contro lo spreco, alla filiera del cibo e all’esperienza delle aziende. Tra gli appuntamenti c’è anche il progetto “Bosco Monini”, che indica l’obiettivo di un milione di olivi e segnala oltre 793 mila piante già messe a dimora su 1.673 ettari tra Umbria, Toscana e Puglia. In serata il Teatro Pavone ospita “Identità di carta”, spettacolo legato al centenario della nascita di Dario Fo e dedicato a migrazioni, razzismo e diritti.

Domenica 27 settembre il festival porta il clima direttamente nelle strade di Perugia. La Climate Walk guidata da Anna Laura Pisello, docente e ricercatrice dell’Università degli Studi di Perugia, trasforma il centro storico in un percorso di osservazione di superfici, materiali, verde e isole di calore. Alla Sala dei Notari il confronto “Abitare la Terra” mette in relazione esperienze di città europee e comuni italiani. Il programma prosegue con un incontro sui cammini francescani come strumenti di rigenerazione territoriale e, in serata, con “Calibro 45”, spettacolo di Italo Carmignani, giornalista e scrittore, sul racconto delle guerre, sui corrispondenti e sul ruolo dei fixer.

La terza edizione costruisce così un ponte tra dimensioni spesso trattate separatamente. Il suolo incontra la finanza; l’agricoltura la ricerca; le politiche urbane i dati; l’ambiente la competitività delle imprese. È qui che Eco Sanfra cerca una propria identità nel panorama dei festival: usare il richiamo francescano non come cornice celebrativa, ma come punto di partenza per discutere decisioni economiche e sociali contemporanee.

Il carattere itinerante rafforza questa impostazione. La manifestazione aveva già aperto il proprio percorso a Spoleto con “Sport per tutti – Spoleto inclusiva” e il 18 settembre ad Assisi con “Occhi e Gabbie”. Dopo i quattro giorni perugini, il calendario si chiuderà il 2 ottobre a Palazzo Gazzoli, a Terni, con Roberto Mercadini e “Noi siamo il Suolo, Noi siamo la Terra”. Perugia, dal 24 al 27 settembre, è il cuore dell’edizione 2026, quattro giorni nei quali la sostenibilità viene affrontata insieme come questione ambientale, economica, scientifica e sociale..


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