Alessio Lodge e Bianca Giovetti si sono conosciuti all’Imperial College di Londra. Dalla ricerca sulle batterie alla startup Ambra Compute, la loro scommessa è portare la potenza di calcolo dove l’energia è disponibile
La corsa all’intelligenza artificiale non si gioca soltanto sui chip di Nvidia o sui modelli linguistici che alimentano ChatGPT. Sempre più spesso il vero collo di bottiglia è l’energia. E proprio da questo problema è nata Ambra Compute, startup fondata dagli italiani Alessio Lodge e Bianca Giovetti, che tra Londra, Stanford e la Silicon Valley stanno lavorando a un nuovo modello per alimentare i data center del futuro. La loro storia inizia all’Imperial College di Londra, uno dei centri accademici più prestigiosi al mondo per l’ingegneria e le scienze applicate. È qui che si incontrano e scoprono di condividere la stessa convinzione: la transizione energetica e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale sono destinate a convergere.
I percorsi
I loro percorsi, però, partono da mondi molto diversi. Alessio Lodge nasce a Croydon, nel sud di Londra, da padre inglese e madre italiana originaria dell’Abruzzo. Trascorre parte dell’infanzia ad Alghero, in Sardegna, e cresce tra Italia e Regno Unito. Dopo gli studi al Politecnico di Milano ottiene risultati eccellenti e conquista una serie di borse di studio che gli permettono di proseguire il percorso accademico all’estero. «Il mio sogno era Stanford», racconta. A cambiare il corso degli eventi sono il sostegno della Fondazione Ermenegildo Zegna e altre borse di studio che gli consentono prima di approdare all’Imperial College e poi di sviluppare attività di ricerca negli Stati Uniti.
La storia di Bianca
Bianca Giovetti, invece, arriva all’università dopo una lunga esperienza agonistica. Nata a Modena, per anni pratica ginnastica ritmica ad alto livello fino ai campionati nazionali. A 17 anni, una serie di infortuni la convince a dedicarsi completamente agli studi. Si iscrive alla Bocconi, dove sceglie un percorso in Finanza fortemente quantitativo. Finisce il corso di laurea triennale in 2 anni, laureandosi con il massimo dei voti, e una borsa di studio al merito per continuare gli studi universitari alla Bocconi. La sua tesi, seguita dal Prof. Alberto Dessy, è dedicata ai modelli matematici per l’allocazione dei portafogli finanziari ad investimenti ESG. È il primo segnale di un interesse che accompagnerà tutta la sua carriera: l’incontro tra energia, matematica e mercati finanziari. Dopo alcune esperienze nella finanza e nel private equity, Giovetti viene ammessa all’Imperial College. Qui incontra Lodge e nasce una collaborazione che continua ancora oggi.
Lodge e la ricerca sulle batterie
Terminati gli studi, i due proseguono percorsi professionali differenti ma complementari. Lodge si dedica alla ricerca avanzata sulle batterie, lavorando insieme alla professoressa Ilenia Battiato, matematica originaria di Acireale e docente a Stanford. Il gruppo sviluppa modelli matematici per descrivere il comportamento delle batterie agli ioni di litio, affrontando uno dei problemi più complessi del settore: stimarne con precisione lo stato di carica e il processo di degradazione. Dietro la percentuale che compare sullo schermo di uno smartphone si nasconde infatti un’enorme complessità scientifica. Lo stato di carica non è direttamente misurabile ma viene stimato attraverso modelli matematici. Migliorare queste simulazioni significa aumentare l’efficienza delle batterie, accelerarne la ricarica e ridurne l’usura.
La teoria dei mezzi porosi
Il lavoro si estende anche ai sistemi di controllo. Non basta sapere quanta energia rimane in una batteria: occorre capire come utilizzarla nel modo più efficiente possibile, massimizzandone la vita utile. Un tema cruciale per veicoli elettrici, accumulo energetico e reti elettriche. Per affrontare questi problemi il gruppo utilizza strumenti matematici derivati dalla teoria dei mezzi porosi, la stessa impiegata per descrivere il movimento di petrolio e gas nei giacimenti sotterranei. Una ricerca che attira l’attenzione internazionale.
La ricerca applicata ai mercati energetici
Nel frattempo Giovetti costruisce una carriera nel mondo dell’energia e della finanza internazionale. Lavora in Bank of America occupandosi di finanziamenti di infrastrutture energetiche e sistemi di accumulo, approfondendo il tema della sostenibilità economica delle batterie e della gestione della volatilità dei prezzi dell’energia. Successivamente, viene ammessa alla Columbia University, e si trasferisce a New York per studiare matematica, con una specializzazione in machine learning e intelligenza artificiale. Durante il corso di laurea, lavora come ingegnere di machine learning per Intersect Power, società attiva nello sviluppo di impianti solari e sistemi di accumulo destinati anche all’alimentazione dei data center. Qui si occupa di modelli di intelligenza artificiale predittivi dei prezzi dell’energia. È qui che osserva da vicino un fenomeno destinato a cambiare il settore: le grandi aziende tecnologiche iniziano ad acquistare direttamente energia rinnovabile e capacità di accumulo per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale. L’esperienza prosegue in Citadel, a New York, uno dei più importanti hedge fund del mondo, dove si occupa di strategie quantitative di trading delle commodity, gestendo un portafoglio di oltre 200 milioni a soli 24 anni. Quando nel 2025 i due si ritrovano a Stanford, il quadro è ormai chiaro. Da una parte l’esplosione della domanda di calcolo generata dall’intelligenza artificiale. Dall’altra una rete elettrica che fatica a sostenere la crescita dei nuovi data center.
La transizione delle turbine a gas
Nasce così Ambra Compute. La startup parte da una constatazione semplice: oggi costruire un data center è spesso più facile che ottenere l’energia necessaria per alimentarlo. Negli Stati Uniti le connessioni alla rete possono richiedere anni e molti operatori ricorrono temporaneamente a turbine a gas per avviare i propri impianti. La soluzione immaginata da Ambra Compute consiste nel portare la capacità di calcolo direttamente nei luoghi dove l’energia è già disponibile. Invece di realizzare enormi campus digitali da centinaia di megawatt, l’azienda punta su infrastrutture modulari e distribuite, molto più piccole rispetto ai grandi data center hyperscale. L’obiettivo è sfruttare quote elevate di energia rinnovabile, integrando solare, eolico e sistemi di accumulo per ridurre i tempi di sviluppo e l’impatto ambientale.
I micro data center
La dimensione ridotta offre anche ulteriori vantaggi. I micro data center richiedono connessioni meno complesse, possono essere costruiti più rapidamente e limitano problemi sempre più discussi negli Stati Uniti, come il consumo di acqua per il raffreddamento, l’inquinamento acustico e l’impatto sulle comunità locali. Per questo Ambra Compute sta studiando soluzioni basate su sistemi di raffreddamento a basso consumo idrico e su un utilizzo più efficiente delle risorse energetiche disponibili. Oggi Lodge e Giovetti guidano la società in parti uguali dalla Silicon Valley, dove stanno sviluppando le prime partnership industriali e dialogando con investitori istituzionali. La loro convinzione è che il futuro dell’intelligenza artificiale dipenderà non solo dalla qualità degli algoritmi, ma dalla capacità di costruire un’infrastruttura energetica sostenibile. Dalle batterie ai data center, dalla matematica alla finanza, il percorso dei due fondatori racconta una delle sfide più importanti della nuova economia digitale: trovare l’energia necessaria per alimentare la prossima generazione dell’intelligenza artificiale.
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