“Disability Pride”: alle 17,30 a Roma un corteo e tante iniziative

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I diritti dei disabili sono i diritti di tutti. Con questo slogan oggi pomeriggio – domenica 15 luglio – il Disability Pride attraverserà il centro storico della Capitale. Un corteo musicale e colorato partirà alle 17,30 da piazza Madonna di Loreto (tra piazza Venezia e i Fori imperiali) per approdare a piazza del Popolo. Qui musica e interventi si alterneranno su un palco allestito ai piedi del Pincio.

In contemporanea con New York

Il Pride italiano della disabilità si svolge in contemporanea con New York e Brigthon per rivendicare con orgoglio i diritti di tutti. Paraplegici, tetraplegici, cieci, sordi e tutti coloro che abbiano sofferto – anche solo temporaneamente – menomazioni fisiche, neurologiche e sensoriali.
I diritti di tutti e della società civilte, che non può prescindere dall’inclusione.
La disabilità in tutte le sue forme, del resto, già interessa 1 individuo su 6 (dati OMS, 2011). Ed è destinata a crescere, assieme alla longevità. Nel 2050 più di 1 italiano su 3 sarà over-65.

Le richieste

L’abbattimento delle barriere architettoniche, che impediscono la libera circolazione di chi si muove in sedia a rotelle, porta un passeggino o cammina con difficoltà è un tema centrale, ma non l’unico. Il Disability Pride vuole infatti richiamare l’attenzione su aspetti meno noti a chi non abbia familiarità con questi argomenti. Il diritto a una vita indipendente, il diritto al lavoro, il diritto a una amministrazione più vicina e meno indifferente ai bisogni di chi vive – temporaneamente o in via definitiva – una limitazione psichica o fisica. Bisogni quasi sempre colmati dai familiari dei disabili, costretti a rinunciare alle proprie attività per prendersi cura di un congiunto altrimenti abbandonato a se stesso, e nella migliore delle ipotesi destinato a vivere in un ospizio.

I diritti ignorati

I diritti delle persone con disabilità sono già formalmente garantiti da una Convenzione ONU, però largamente disattesa. Questa Carta dei diritti, di cui domani si celebra il dodicesimo compleanno, verrà ricordata lungo il percorso del corteo. Gli studenti del Centro sperimentale di cinematografia leggeranno un articolo per ciascuna sosta programmata in luoghi significativi – come largo Colonna, dove si affacciano i palazzi Chigi e Montecitorio, sede di governo e Camera dei deputati.

La scaletta della serata a piazza del Popolo

Sul palco di piazza del Popolo si alterneranno artisti (Mariella Nava, Milk & Coffee, Rocco Tanica, Skuba Libre e molti altri), rappresentanti di associazioni (tra le altre, Luca Coscioni, Emergenza sordi, Fiscpic per i ciechi) e delle organizzazioni che supportano l’iniziativa, come la Fondazione Anmil, in prima fila nel sostenere il Disability Pride 2018, la Cgil, Great Italian Food Trade e altre.

Sponsor e patrocini

In piazza del Popolo saranno inoltre distribuite bottiglie di acqua, mortadella, frutta secca, biscotti e altri buoni cibi offerti da quelle aziende del comparto alimentare che hanno fortemente sostenuto la realizzazione dell’evento con generose donazioni.
Una solidarietà fatta di gesti concreti per consentire al Disability Pride 2018 di farsi sentire chiaro e forte nella Città Eterna.
L’evento è patrocinato dal Comune di Roma.

 

 

La presentazione del 6 luglio

Si è svolto giovedì 5 luglio al Senato, nella sala Caduti di Nassirya, l’incontro organizzato dal senatore Edoardo Patriarca sul tema delle disabilità. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle organizzazioni impegnate nella diffusione delle istanze avanzate dai cittadini che vivono una forma di disabilità e chiedono a gran voce di cambiare paradigma.

“Sono lieto di ospitare un convegno dedicato alla nostra civiltà, che deve sempre meglio accogliere una crescente quota di individui affetti da disabilità”, ha detto il senatore Patriarca. “Non c’è democrazia senza inclusione. E a ciò si devono impegnare tutte le parti politiche, al governo come all’opposizione”.

Disabili, 1 su 6 nei paesi OCSE

1 individuo su 6 è oggi affetto da disabilità (World Report on Disability, WHO-OMS, 2011), e il dato è destinato a crescere in Paesi come l’Italia che si distingue sia per la longevità, sia per il calo demografico superiori alla media, ha ricordato l’avvocato Dario Dongo, membro del comitato direttivo di Disability Pride Onlus, l’associazione promotrice dell’omonima manifestazione che il 15 luglio percorrerà il centro storico di Roma per approdare a piazza del Popolo, per una lunga serata di spettacoli e interventi di rivendicazione dei diritti dei disabili, sanciti da una Convenzione Onu ancora largamente disattesa.

L’Italia all’età della pietra

Ogni cittadino con esperienza di disabilità motoria – temporanea o permanente – conosce la frustrante condizione di vivere e muoversi ogni giorno nella cosiddetta società civile. Tra le norme in vigore e la loro disapplicazione, l’Italia si trova all’età della pietra. Servono investimenti, nel pubblico come nel privato, per abbattere con urgenza le barriere culturali e quelle architettoniche che ne derivano. Investimenti che innescano un percorso virtuoso, nella direzione di una societò davvero inclusiva, stimolando l’economia e l’occupazione in Italia.

Università e ASL inaccessibili

Questa grottesca indifferenza, che stride con le parole buoniste generosamente elargite, è stata documentata da immagini eloquenti, realizzate da Dario Dongo. Nelle fotografie si vedono chiaramente insormontabili barriere architettoniche in luoghi in cui dovrebbe essere garantito l’accesso a chiunque.
Nella lista della vergogna compaiono le Università di Bari, Modena, Napoli, Viterbo. Persino l’accesso all’ospedale CTO di Roma, che ospita una delle poche Unità Spinali del Centro-Sud, è complicato da una ripida salita, impossibile da percorrere in autonomia su una sedia a rotelle. Sempre nella Capitale, l’entrata principale della ASL 3 in via Portuense è impedita dal posizionamento di blocchi. E inaccessibile è anche l’Ufficio centrale delle Poste Italiane a Roma, in via Marmorata.

A Roma un’unica piscina ha il sollevatore

A dispetto delle celebrazioni per i campioni delle paralimpiadi e dei noti benefici riabilitativi del nuoto, nell’intera città di Roma, sede dei Mondiali di Nuoto 2009, una sola piscina – la Piscina delle Rose all’Eur – è provvista di sollevatore per disabili. Una sola struttura, peraltro attiva per soli tre mesi, non essendo autorizzata alla realizzazione di una copertura che consenta l’apertura invernale.

Spiagge proibite

La situazione è catastrofica anche per l’accesso alle spiagge. Mentre sono ormai capillari le Bau Bau Beach, quelle dotate di accessibilità restano un miraggio. Lo scenario documentato l’anno scorso dalla Fondazione Serono non è migliorato. Anzi. L’unica spiaggia pienamente accessibile nei pressi di Roma, La Madonnina a Focene – della quale era presente al Senato una piccola rappresentanza – è a tutt’oggi chiusa per vincoli burocratici. E tra gli altri stabilimenti indicati come accessibili in sedia a rotelle, quello gestito a Tarquinia Lido dall’Associazione AVAD non è provvisto di indispensabili passerelle per attraversare la lunga spiaggia e langue per mancanza di fondi. La piccola spiaggia della ASL di Anzio è invece un ghetto. Ai gestori della Girandola Beach è imposto di ammettere soltanto disabili accompagnati da non più di 2 normodotati.

Un “diversity manager” nelle aziende per l’inclusione anche nel lavoro

‘Nonostante il lavoro fatto negli ultimi anni, bisogna lottare per l’inclusione combattendo l’impossibilità di accedere ai luoghi pubblici o privati, prendere un mezzo di trasporto, svolgere semplici attività quotidiane come attraversare la strada diventano montagne insuperabili.
‘Per questo occorre non solo aumentare i fondi, controllare la loro spesa e l’attuazione dei lavori nel rispetto della leggi, ma anche lavorare costantemente al rispetto delle leggi sull’inserimento lavorativo e sulla qualità dell’impiego avvalendosi di figure sempre più specifiche come il diversity manager nelle aziende pubbliche e private. Occorre compiere battaglie culturali che incidono sulla coscienza collettiva di coloro che la società chiama comunemente “normodotati”, ha affermato Laura Coccia, atleta paralimpica ed ex parlamentare, che parteciperà al Disability Pride del 15 luglio.

Leggi all’avanguardia, ma inapplicate

‘È evidente che quando si parla di persone affette da disabilità e i loro diritti e la loro dignità, sanciti da leggi all’avanguardia (solo per citarne qualcuna: Legge 13/89 – 104/ 92 – 68/99 – 67/2006, Legge 112/2016 Dopo di Noi) va detto con la giusta determinazione che il contratto sociale stipulato in tutti questi anni con i nostri governanti, che li obbligava ad interventi determinanti e troppo spesso a vuoto annunciati, è saltato completamente’, ha detto Bruno Galvani, Presidente Fondazione Anmil Onlus, snocciolando i dati Censis di dicembre 2017. ‘L’Italia è tra gli ultimi in Europa per risorse e servizi investiti a favore delle persone disabili. Si spendono 438 euro pro-capite annui, meno della media europea (531 euro), lontanissimi dal Regno Unito (754 euro). Solo la Spagna (395 euro) si colloca più in basso del nostro Paese’.

Oltre le barriere architettoniche

Le barriere architettoniche sono soltanto una parte delle più insidiose barriere culturali che ancora sopravvivono nel nostro paese.
‘La celebrazione della convenzione Onu sui diritti delle persone disabili, tema centrale del Disability Pride del 15 luglio, non deve far dimenticare che, sebbene la sua attuazione sia fondamentale per la corretta inclusione delle persone con disabilità all’interno della società, affinché ci sia una vera inclusione è necessario un cambiamento culturale che passa necessariamente per la conoscenza, da parte della gente comune, del mondo della disabilità, con le sue varie sfaccettature’, ha sottolineato Carmelo Comisi, presidente della Disability Pride Onlus.

 

5 milioni di italiani con malattie oncologiche

Il professor Francesco Schittulli, presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), ha a sua volta richiamato come 5 milioni di individui oggi in Italia abbiano incontrato malattie oncologiche, con un indice di sopravvivenza in crescita (prossimo ai 2 pazienti su tre) che spesso attraversa diverse forme di disabilità.

Allargare il dialogo ‘con tutti gli interlocutori (associazioni, istituzioni, settore privato e università) sul tema dell’inclusivitá e coinvolgere più paesi nell’approcciare le stesse tematiche in maniera univoca’ è la strada da percorrere, secondo l’avv. Ruggero Aricò, vicepresidente di Disability Pride Onlus. E in questa direzione è proiettato l’imminente Disability Pride del 15 luglio, che si svolgerà in contemporanea anche a New York e Brighton.

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