Il cedolino INPS di ottobre 2026 può presentare importi diversi
dal solito per alcuni beneficiari. L’Istituto ha infatti applicato
una somma non imponibile oppure una
ulteriore detrazione fiscale a determinate
prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente.
Attenzione:
il beneficio non riguarda indistintamente tutti i pensionati.
Le pensioni ordinarie sono escluse. Le misure interessano invece
alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione e di anticipo
pensionistico assoggettate a tassazione ordinaria.
Cosa cambia nel cedolino INPS di ottobre 2026
A partire dalla mensilità di ottobre 2026, l’INPS ha riconosciuto
alcuni benefici fiscali previsti dalla normativa vigente per
i redditi assimilati o sostitutivi del lavoro dipendente.
Le misure vengono applicate direttamente dall’INPS in qualità
di sostituto d’imposta e possono determinare un aumento
dell’importo netto percepito.
In particolare, sono previste due diverse agevolazioni in base
al reddito complessivo annuo.
Redditi fino a 20.000 euro: la somma non imponibile
Per chi possiede un reddito lordo annuo fino a
20.000 euro può essere riconosciuta una
somma non imponibile, definita anche
“bonus aggiuntivo”.
Questa somma non concorre alla formazione del reddito complessivo
ai fini IRPEF.
Come compare nel cedolino?
L’INPS indica il beneficio con la voce
“Somma non imponibile (c.d. bonus aggiuntivo) – L. 207/2024”.
Redditi tra 20.000 e 40.000 euro: ulteriore detrazione
Per chi possiede un reddito lordo annuo superiore a
20.000 euro e fino a 40.000 euro,
la normativa prevede invece una
ulteriore detrazione dall’imposta lorda.
Il beneficio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi
al raggiungimento della soglia prevista dalla legge.
Nel cedolino questa agevolazione è indicata con la voce:
“Ulteriore detrazione – L. 207/2024”
Chi riceve davvero il bonus INPS
Il punto più importante è capire quali prestazioni rientrano
nell’agevolazione.
I benefici possono essere applicati alle prestazioni che hanno
natura sostitutiva del reddito di lavoro dipendente e che sono
sottoposte a tassazione ordinaria.
- APE Sociale;
- isopensione;
-
assegni straordinari destinati, tra gli altri,
ai lavoratori del settore bancario e assicurativo; - alcune indennità derivanti da contratti di espansione;
-
altre prestazioni di accompagnamento alla pensione
con caratteristiche analoghe.
Le pensioni ordinarie sono escluse
Non bisogna confondere queste prestazioni con la pensione
ordinaria vera e propria.
Le disposizioni prevedono infatti l’esclusione delle
pensioni di ogni genere e degli assegni ad esse equiparati.
Sono inoltre escluse dall’applicazione di questi specifici
benefici fiscali anche le pensioni integrative e complementari.
Quindi:
se una persona percepisce soltanto una normale pensione
di vecchiaia o un’altra pensione ordinaria, non significa
automaticamente che abbia diritto al bonus previsto
per le prestazioni sostitutive del reddito da lavoro.
Gli arretrati vengono pagati da ottobre
Un’altra novità riguarda gli arretrati.
Con la mensilità di ottobre 2026 l’INPS ha riconosciuto anche
gli arretrati del bonus aggiuntivo maturati
dal 1° gennaio 2026, quando spettanti.
Questo può determinare, per alcuni beneficiari, un cedolino
di ottobre più elevato rispetto alle mensilità precedenti.
Bisogna presentare domanda?
No. Per il riconoscimento di questi benefici non è necessario
presentare una specifica domanda.
L’INPS applica automaticamente la misura spettante sulla base
dei dati reddituali disponibili.
Da ricordare
Alla fine del periodo d’imposta l’Istituto verifica
a consuntivo l’effettiva spettanza del beneficio
in relazione al reddito realmente percepito durante l’anno.
Ottobre 2026: possono esserci anche conguagli del modello 730
Il cedolino di ottobre può contenere anche altre variazioni
non direttamente collegate al bonus.
L’INPS può infatti effettuare rimborsi oppure trattenute
derivanti dal modello 730/2026 quando il contribuente
ha indicato l’Istituto come sostituto d’imposta.
Può quindi verificarsi:
- un rimborso in presenza di un credito fiscale;
- una trattenuta in presenza di un debito d’imposta;
- la prosecuzione di eventuali rateazioni già avviate.
Come controllare il proprio cedolino INPS
Per verificare l’importo effettivamente riconosciuto è possibile
consultare il cedolino attraverso i servizi online dell’INPS.
È importante controllare attentamente le singole voci presenti,
soprattutto se l’importo netto di ottobre risulta diverso
rispetto ai mesi precedenti.
In particolare può essere utile verificare la presenza delle voci:
- Somma non imponibile – L. 207/2024;
- Ulteriore detrazione – L. 207/2024;
- eventuali arretrati;
- rimborsi IRPEF;
- conguagli o trattenute fiscali.
Cosa fare se l’importo sembra sbagliato
Se nel cedolino compaiono somme inattese oppure manca un beneficio
che si ritiene spettante, è opportuno verificare innanzitutto
il tipo di prestazione percepita e il reddito complessivo
considerato dall’INPS.
Non tutte le prestazioni previdenziali seguono infatti
lo stesso trattamento fiscale.
In presenza di dubbi può essere necessario controllare
la documentazione previdenziale e fiscale per stabilire
se l’importo riconosciuto sia corretto.
HAI UN DUBBIO SUL TUO CEDOLINO?
Vuoi verificare un importo INPS o una trattenuta?
Lo Studio Legale Mario Bonavita può valutare la documentazione
e verificare se il trattamento applicato dall’INPS
è coerente con la situazione previdenziale e reddituale.
Riferimenti
Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 4, 6 e 7.
INPS, “Pensionati: il cedolino di pensione di ottobre 2026”,
pubblicato il 22 settembre 2026.
INPS, messaggio 14 settembre 2026, n. 2829,
sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione.
Nota:
il presente articolo ha finalità esclusivamente informativa
e divulgativa e non sostituisce una consulenza legale,
fiscale o previdenziale riferita al singolo caso concreto.
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