Ecobonus 2026, arrivano i vademecum aggiornati alla direttiva europea RED III: l’ENEA ha rivisto i testi delle guide presenti sul sito inserendo le specifiche tecniche, i criteri di performance e gli standard di rendimento obbligatori che debbono essere rispettati per tutti gli interventi iniziati a partire dal 4 febbraio 2026, data di pubblicazione del Decreto legislativo di recepimento della Direttiva (D.lgs 5/2026), anche se il decreto in questione è entrato in vigore il 3 agosto.
Accanto alla lista dei nuovi requisiti introdotti per ciascuna tipologia di impianto, lo stop alle agevolazioni per il passaggio da caldaie a gas a impianti a biomasse, legna e pellet. L’aggiornamento viene dopo quello del portale per l’invio della documentazione che ora presenta blocchi informatici che impediscono il caricamento delle pratiche che non rispettano i nuovi standard.
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Nuove norme e nuovi testi
Sul sito ENEA, nella pagina dedicata, troviamo in totale 13 vademecum aggiornati (link a fine articolo), anche se in realtà solo 11 si riferiscono ad agevolazioni tuttora in vigore. La lista completa comprende:
- Riqualificazione globale
- Bonus Facciate
- Parti comuni condominiali
- Coibentazione strutture
- Serramenti e infissi
- Schermature solari
- Collettori solari
- Generatori a biomassa
- Caldaie a condensazione – generatori ad aria a condensazione
- Pompe di calore
- Sistemi ibridi
- Microcogeneratori
- Building automation
Il Bonus Facciate però è scaduto il 31 dicembre 2022, mentre le caldaie a condensazione a gas non sono più agevolabili dal 1° gennaio 2025.
Gli aggiornamenti ai nuovi requisiti per gli interventi avviati dal 4 febbraio 2026 riguardano i soli impianti. Per gli interventi edili di coibentazione delle strutture opache, come pure per la sostituzione di serramenti e infissi, schermature solari, e per l’installazione di sistemi di building automation, invece, non ci sono novità relativamente alla data spartiacque del 4 febbraio.
Stop agli interventi che non rispettano i nuovi requisiti
La modifica i testi informativi viene dunque dopo l’aggiornamento strutturale della piattaforma telematica di trasmissione dei dati necessari per poter usufruire dell’agevolazione fiscale. Il portale è stato infatti riprogrammato con algoritmi bloccanti nativi che controllano la data di avvio del cantiere, impedendo l’inoltro manuale di pratiche prive dei nuovi e stringenti indicatori energetici imposti dal D.Lgs. 5/2026 e recepiti in via definitiva a partire dal 3 agosto 2026.
Il funzionamento del portale non lascia più margini di manovra in fase di caricamento delle schede descrittive. Nel momento in cui il tecnico inserisce una data di inizio lavori successiva allo spartiacque normativo, l’interfaccia web si modifica dinamicamente, rendendo obbligatoria e vincolante la compilazione dei campi dedicati a SCOP, SEER e all’efficienza stagionale derivati dalle nuove schede prodotto dei costruttori allineate alla Direttiva RED III.
Fine delle agevolazioni per il passaggio da gas a pellet
La scure informatica colpisce in modo definitivo il comparto delle biomasse da riscaldamento. Il sistema è stato impostato per respingere alla radice le storiche conversioni da fonte fossile a pellet: selezionando come generatore sostituito una “caldaia a gas metano” o “GPL”, il portale oscura e disabilita automaticamente la possibilità di selezionare una stufa a pellet o a legna come nuovo impianto.
Il limite emissivo di PM10 pari a 1 mg/Nm³ introdotto dai decreti estivi si traduce così in un blocco informatico totale sul web, confinando l’incentivo per le stufe 5 stelle alle sole sostituzioni di gasolio, carbone o vecchie biomasse.
La gestione dei cantieri estivi e la sanatoria dei 90 giorni
La riapertura a pieno regime della piattaforma ha comunque risolto i dubbi procedurali sui cantieri rimasti temporaneamente congelati durante i mesi in cui i server ENEA sono rimasti parzialmente offline per consentire il caricamento dei nuovi algoritmi di controllo.
Per tutti gli interventi avviati dopo lo spartiacque di febbraio e portati a termine prima dell’aggiornamento dell’interfaccia web, l’avviso ufficiale dell’ENEA ha previsto una sanatoria temporale formale. Il termine perentorio dei 90 giorni per la trasmissione telematica dei dati decorre eccezionalmente dalla data di effettiva riapertura e messa a regime del portale (25 giugno) mettendo al sicuro il diritto alla detrazione per gli interventi effettuati nel periodo in questione, ed evitando così contestazioni per ritardato invio.
Tabella di sintesi: nuovi requisiti e interventi bloccati sul portale ENEA
|
Tipologia di Intervento |
Nuovo Requisito Prestazionale ed Emissivo Obbligatorio dal 3 agosto 2026 |
|---|---|
|
Pompe di calore aria/aria |
Valore minimo di SCOP ≥ 4,0 e di SEER ≥ 6,1 |
|
Pompe di calore aria/acqua |
Efficienza energetica stagionale del riscaldamento d’ambiente secondo Direttiva≥ 125% |
|
Pompe di calore geotermiche (acqua/acqua) |
Efficienza energetica stagionale del riscaldamento d’ambiente secondo Direttiva≥ 150% |
|
Sistemi Ibridi (Caldaia + Pompa di calore) |
Efficienza della PdC integrata ≥ 125% + Caldaia a condensazione in Classe A |
|
Da Stufa a Stufa a biomassa (Sostituzione impianto esistente) |
Certificazione 5 Stelle (D.M. 186/2017) + Rendimento termico minimo ≥ 85%. Ammessa solo se sostituisce una vecchia biomassa, gasolio o carbone. |
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Da Caldaia a Gas a Stufa a pellet/legna |
TOTALE BLOCCO INFORMATICO. Intervento non più configurabile né incentivabile |
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Microcogeneratori |
Efficienza complessiva stagionale del riscaldamento d’ambiente 125% ≥ 120%. Per gli interventi iniziati a partire dal 04/02/2026, occorre che l’impianto sia alimentato da fonti rinnovabili in accordo con il D. lgs. 5/2026. |
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Collettori Solari Termici |
Efficienza stagionale di conversione dell’energia solare ≥ 60% |
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